Politica e capitalismo industriale

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13 scarsamente rilevante l’analisi organizzativa, considerando i meccanismi di funzionamento questioni semplicemente tecniche. L’approccio utilitarista invece considera necessaria alla formazione di un’associazione la produzione di “incentivi selettivi” (Olson, 1971) da offrire solo a coloro che sono disposti a partecipare alle attività dell’organizzazione. Questa tesi considera infatti l’interesse collettivo, una volta prodotto, come un bene pubblico, e dunque a disposizione di tutti, indipendentemente dal fatto che ne abbiano contribuito alla realizzazione. In sostanza, quindi, gli imprenditori non si associano per difendere un interesse collettivo, ma per perseguire un interesse individuale. Un terzo approccio è quello marxista (Offe – Wiesenthal, 1979), che distingue la logica che porta ad associare gli imprenditori da quella che induce i lavoratori ad organizzarsi. Date le caratteristiche del sistema economico capitalista, che prevede la proprietà privata del capitale, esiste uno squilibrio di fondo tra la posizione degli imprenditori e dei lavoratori. Dunque gli imprenditori adottano una logica monologica, in quanto ciascuno di loro ha ben presente quale sia il suo interesse: in quest’ottica l’azione collettiva rappresenta semplicemente l’uso coordinato delle risorse di cui dispongono singolarmente.

Anteprima della Tesi di Francesco Di Cola

Anteprima della tesi: Politica e capitalismo industriale, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Di Cola Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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