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Politica e capitalismo industriale

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17 Esistono, comunque, almeno con riferimento al caso italiano, anche ragioni storico – sociali, oltre che economiche, che hanno spinto gli industriali ad associarsi. Alacevich ci ricorda, ad esempio, come dopo l’abolizione del regime corporativo fascista, nel 1944, gli imprenditori sono spinti a dare vita a tutta una serie di associazioni di rappresentanza per difendere i propri interessi (Maraffi, 1994). Ma rilevanti, ai fini dello sviluppo delle associazioni di rappresentanza, sono stati anche il tipo di politiche pubbliche e la natura dei rapporti tra imprese e potere politico (Alacevich, 1996). Questa combinazione di fenomeni ha caratterizzato il panorama delle associazioni imprenditoriali italiano con alcuni elementi peculiari. Si evidenzia ad esempio, un forte pluralismo associativo, all’interno del quale, peraltro, non è presente un significativo grado di concorrenza interassociativa. A questo fenomeno fa però da contraltare un’elevata competizione nell’arena politica per ottenere vantaggi nella distribuzione delle risorse. Questo tipo di penetrazione politica nel sistema associativo imprenditoriale è ancor più evidente nel caso di associazioni di rappresentanza di imprese minori, più dipendenti dall’intervento pubblico.

Anteprima della Tesi di Francesco Di Cola

Anteprima della tesi: Politica e capitalismo industriale, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Di Cola Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.