Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La lingua dei diavoli nell'Inferno dantesco

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

XII locuntur. Quibus autem sacratum ydioma remansit nec aderant nec exercitium commendabant, sed graviter detestantes stoliditatem operantium deridebant. 11 La conferma viene all’ingresso del regno infernale, quando Dante ode effettivamente «diverse lingue», perché ognuno ne parla una differente dall’altra, segno, appunto, della decadenza dell’uomo dalla sua primitiva condizione: Diverse lingue, orribili favelle, parole di dolore, accenti d’ira, voci alte e fioche, e suon di man con elle facevano un gran tumulto […] […]. «Figliuol mio», disse ‘l maestro cortese, «quelli che muoion ne l’ira di Dio tutti convegnon qui d’ogne paese; […]». 12 Nell’analisi del linguaggio e delle espressioni delle figure demoniache scelte per questo lavoro, vedremo come questi personaggi sembrano rispecchiare proprio questa conditio 11 DVE I vii: «Oh nostra natura seguace del peccato e dai tempi dei tempi ognora colma di nequizia! Non bastò dunque alla tua malvagità che, fatta orba dopo il fallo primo, perdesti la patria d’ogni delizia? […] Così è, lettore, che l’uomo, o dimentico o dispregiatore delle prime percosse, volgendo gli occhi dalle persistenti lividure, presumendo per la sua superba stoltezza, la terza volta alle battiture si offerse. […] furono tutti sorpresi dal Cielo di cotal confusione, che quando tutti con ugual loquela servivano al lavoro, discordate le favelle, da quello dovetter ristarsi, non più convenendo l’un l’altro in un istesso commercio. […] quanto erano varie le opere, in altrettanti parlari l’umanità si disgiunse: e quanto era più nobile l’arte, tanto più rozzo e barbarico fu l’idioma. Quelli poi, ai quali rimase il sacrato linguaggio, né avevan prestato all’opera la loro mano né il loro consentimento: ché anzi, forte destandola, si facean beffe di quelli che vi travagliavano». 12 If III 25-28, 121-123.

Anteprima della Tesi di Valeria Pilone

Anteprima della tesi: La lingua dei diavoli nell'Inferno dantesco, Pagina 6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Pilone Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5791 click dal 20/04/2005.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.