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Il governo della parrocchia

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA 8 La più importante espressione di tale concezione collettivistica sta nel diritto di elezione dei propri capi religiosi, ossia il vescovo ed il parroco, acquisito da parte della plebs, intesa come popolo cristiano 15 . A seconda che la chiesa sorga su territorio pubblico o privato vedrà profondamente inluenzata la propria condizione economica e il proprio stato giuridico: più autonome quelle pubbliche, forti del patrimonio loro assegnato, di cui possono liberamente disporre per il sostentamento del clero e per ragioni di culto, assieme agli altri cespiti 16 e alle offerte dei fedeli; al contrario quelle edificate su un fondo di proprietà di un laico, o sotto il controllo di un monastero 17 , vedranno notevolmente limitati i propri diritti e le proprie rendite dalle intromissioni del padrone della superficie. Siamo ancora in pieno periodo imperiale e l’istituto parrocchiale va diffondendosi per tutto il territorio dell’Impero Romano, fino alla Gallia e alla Spagna. Essendo in costante aumento la popolazione si moltiplicano le chiese “derivate”, germogliate in seno alle pievi, dalle quali traggono il diritto di amministrare i sacramenti e alle quali debbono versare una parte cospicua delle loro entrate 15 Per una completa disamina sulla struttura e sullo sviluppo della plebs, vedi Zanotti, op. cit., pagg. 147-173. Altro importante contributo è quello di Forchielli, La Pieve rurale e la storia della costituzione della Chiesa nell’Italia Centro-Settentrionale, in Scritti di storia del diritto ecclesiastico, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, Istituto Giuridico A. Cicu, Forni, Sala Bolognese, 1991. 16 Stickler, op. cit., ricorda come sia dovere dei fedeli provvedere alle esigenze di culto e del clero locale. Le principali entrate di una parrocchia rurale sono costituite dalle decime, dai fondi prescritti per la sua fondazione, dalle oblazioni ordinarie e straordinarie. Il profondo legame che viene a crearsi tra fedeli e loro centro di culto viene definito bannus parrocchialis. 17 Longhitano, La parrocchia fra storia, teologia e diritto, in AA.VV., La parrocchia e le sue strutture, EDB, Bologna, 1987, pag. 12, nota 16, evidenzia come nelle parrocchie monastiche, sorte per la cura delle anime dei fedeli residenti all’ interno del terreno di pertinenza del monastero, si assisterà al dualismo tra abate e vescovo metropolita nel controllo della chiesa che, a seconda del periodo e dell’ordine di appartenenza dei monaci, potrà sfociare anche in scontro aperto.

Anteprima della Tesi di Nicola Delpino

Anteprima della tesi: Il governo della parrocchia, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nicola Delpino Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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