Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Beni culturali di interesse religioso

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

9 Lo stesso parere delineava anche una "soluzione di compromesso", consistente, da un lato, nell’elencare negli artt.2 e 3 del T.U. i beni da sottoporre alla tutela e, dall’altro, nell’affidare agli istituti della dichiarazione e degli elenchi (previsti in altre disposizioni del T.U.) il compito di identificare altri beni da sottoporre alla tutela. Tuttavia, queste indicazioni non sono state recepite dal legislatore delegato, che è stato mosso da alcune, peraltro fondate, preoccupazioni. In primo luogo, si sono volute evitare le accuse di genericità e di "espansionismo" che avrebbero potuto essere sollevate se si fosse usata una definizione onnicomprensiva quale quella di "testimonianza avente valore di civiltà" prevista nel d.lg.112/98. In secondo luogo, l’impiego di una definizione di tal tipo avrebbe espanso oltremodo le ipotesi in cui i privati proprietari, interessati ad un uso particolaristico del bene, si sarebbero trovati sottoposti alle ingerenze da parte dei poteri pubblici. Questo problema non si è posto in sede di elaborazione del d.lg.112/1998 (che invece ha adottato la definizione unitaria) perché si è limitato a ripartire le competenze tra centro e periferia, per cui le sue norme non coinvolgono gli interessi di soggetti privati; mentre il Testo Unico riguarda la tutela dei beni culturali, quindi coinvolge gli interessi dei privati proprietari di tali beni. Un’importante conseguenza pratica della scelta di non adottare una nozione unitaria di bene culturale è che si è mantenuta la distinzione tra beni culturali appartenenti alla mano pubblica e quelli appartenenti ai privati. In terzo luogo, l'accoglimento di una nozione unitaria di bene culturale avrebbe portato il grave sospetto di un "eccesso di delega", perché la legge di delega autorizzava il governo solo al "coordinamento formale e

Anteprima della Tesi di Sabrina Mannucci

Anteprima della tesi: Beni culturali di interesse religioso, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Sabrina Mannucci Contatta »

Composta da 307 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12625 click dal 22/04/2005.

 

Consultata integralmente 57 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.