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Il principio di sussidiarietà nel diritto comunitario

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9 il contenuto dell’interesse generale, dunque la sfera d’ingerenza possibile dello Stato. L’unico criterio che delimita il confine tra ingerenza e non ingerenza dello Stato è la capacità o meno dei gruppi sociali di essere autosufficienti. Lo Stato interviene solo in caso di necessità. Il pensiero di Proudhon arricchisce la riflessione sulla sussidiarietà con una ripresa dell’idea contrattualistica come modalità per legittimare l’intervento sussidiario dell’istanza superiore ed inoltre con una rivalutazione del federalismo. Ma è soprattutto nella dottrina sociale cristiana che tale principio ha trovato la sua più ampia considerazione; protestanti e cattolici ne hanno sviluppato il senso ed il significato quale criterio di buon funzionamento delle relazioni tra individuo, società e gruppi sociali. L’idea della sussidiarietà, vero pilastro della “dottrina sociale della Chiesa”, è intesa sia in senso negativo, e cioè come non ingerenza, perché dignità implica libertà sia in senso positivo, come ingerenza necessaria, perché non sempre la non ingerenza è sufficiente a garantire la dignità. È con l’Enciclica “Quadragesimo anno” 9 (in occasione dei quarant’anni della “Rerum Novarum” 10 di papa Leone XIII), del papa 9 Il testo ufficiale è il seguente: “Fixum tamen immoque manet in philosophia sociali gravissimus illud principium quod neque mutari potest: sicut quae a singularibus Homnibus propria arte et propria industria possunt perfeci, nefast est eisdem erigere et communitati demandare,ita quae a minoribuset inferioribus communitatibus effeci praestarique possunt, ea ad maiorem et altioriem societatem avocare iniuria est simulque grave damnum ac recti ordinis perturbatio; cum socialis quaevis opera vi naturaque sua subsidium afferre membris corposi socialis debeat, numquam vero Eadem destruere et absorbere”. [“Tuttavia rimane fisso e stabile nella filosofia sociale codesto principio che non può essere né rimosso né cambiato; siccome non è lecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le forze e l’industria propria per affidarlo alla comunità, così è ingiusto rimettere ad una maggiore e più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare. Ed è questo un grave danno e uno svolgimento del retto ordine della società; perché l’oggetto naturale

Anteprima della Tesi di Stefania Seccia

Anteprima della tesi: Il principio di sussidiarietà nel diritto comunitario, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Stefania Seccia Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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