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Ridere per far bene a se stessi o per far ridere gli altri? L'umorismo nella clownterapia

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5 INTRODUZIONE «Un cuore allegro fa bene come una medicina» (Proverbi 17, 22). “Ride bene chi ride ultimo”, “ridi ridi che la mamma fa gli gnocchi”, “morir dal ridere”, “ridere a crepapelle”, “ridi che ti passa” queste espressioni popolari tramandate di generazione in generazione sono di uso comune nella nostra cultura, anche se il riso in passato non ha avuto una buona reputazione. Considerato, infatti, come segno di superficialità e stoltezza, per parecchio tempo è stato allontanato dagli ambienti ritenuti seri. Probabilmente da questa concezione proviene il detto che “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”. Nonostante ciò l’uomo ride da sempre, il riso è una reazione innata in lui, ma spesso immerso nella quotidianità, negli impegni, nelle responsabilità egli dimentica le parti più giocose e creative cha l’hanno accompagnato sin dall’infanzia. Il concetto d’umorismo visto come modo intelligente ed ingegnoso di mettere in risalto alcuni lati bizzarri della realtà, s’inserisce perfettamente con la capacità dell’uomo di recuperare questi aspetti del suo essere. L’umorismo gli offre la possibilità di giocare con il proprio Io non prendendosi troppo sul serio, aiutandolo a sviluppare il senso di autoironia e permettendogli di osservare l’umanità, con le proprie contraddizioni, in tutta la sua nudità. L’uomo che impara ad accrescere il proprio senso dell’umorismo in parte si rende immune ai colpi scagliati dal mondo, che invece diventano per lui delle occasioni di divertimento. Attraverso esso impara ad assumere un atteggiamento positivo e benevolo verso la vita e verso gli altri, acquisendo una posizione di simpatia nei confronti del

Anteprima della Tesi di Andreina Rossitto

Anteprima della tesi: Ridere per far bene a se stessi o per far ridere gli altri? L'umorismo nella clownterapia, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andreina Rossitto Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.