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Biomonitoraggio di metalli in traccia nei corsi d'acqua tramite moss-bags

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Biomonitoraggio di metalli in traccia nei corsi d’acqua tramite moss-bags. 4 1.2 L’utilizzo di biomonitors Quando la concentrazione di un elemento indesiderabile supera una certa soglia e diventa potenzialmente nociva si parla di inquinamento. La concentrazione dei metalli in tracce nei corsi d’acqua varia enormemente nel tempo e nello spazio, a seconda del tipo di scarico, dei fenomeni atmosferici, delle caratteristiche chimiche, fisiche e dinamiche del mezzo, etc. Per questo è impossibile stabilire se ci sia inquinamento da metalli affidandosi ai semplici campionamenti d’acqua. Questi metodi forniscono dati istantanei e puntiformi, inoltre non danno informazioni circa l’impatto dell’inquinante sui comparti viventi dell’ecosistema. Una soluzione al problema è offerta dall’uso di organismi viventi nei quali l’alterazione ambientale si traduce in una serie di parametri misurabili: questi organismi si definiscono biomonitors. Di essi si serve l’Ecotossicologia per prevedere o misurare gli effetti indesiderabili di certi inquinanti in caso di contaminazione (Baudo, 2001). Si distinguono (Nimis et al., 2002): ♠ Bioindicatori: sensibili all’inquinamento. La loro assenza e/o le loro alterazioni anatomo-funzionali sono sintomo di deviazioni dalla condizione di naturalità di alcuni parametri. Molti bioindicatori sono ormai di uso comune e standardizzato: ad esempio i macroinvertebrati dell’Indice Biotico Esteso per l’acqua (Ghetti, 1997), i macrolicheni epifiti dell’Indice di Biodiversità Lichenica per l’aria (Cislaghi & Nimis, 1997; Nimis, 1999), le piante di tabacco sensibili all’inquinamento da ozono (Heggestad, 1991), etc. ♠ Bioaccumulatori: resistenti all’inquinamento. La concentrazione di certe sostanze nell’organismo è proporzionale alla loro concentrazione nel mezzo e la supera di migliaia o milioni di volte. Si possono misurare la deposizione atmosferica di metalli su alcuni licheni (Nimis et al., 1989; Nimis et al., 1999; Nimis & Bargagli, 1999; Nimis et al. 2000b), la deposizione atmosferica e l’assorbimento dal terreno di radionuclidi nei talli rispettivamente di muschi e funghi (Nimis et al., 1990; Giovani et al., 1994), l’assorbimento di metalli nei molluschi acquatici (Mersch & Johansson, 1993; Winterbourn et al., 2000), etc. Le Briofite (divisione Bryophyta: muschi ed epatiche terrestri od acquatici) sono biomonitors estremamente versatili sia in ambienti naturali che in contesti urbani od industriali (Burton, 1990). 1.3 Le Briofite acquatiche come bioindicatori Le Briofite che vivono nei fiumi o sulle loro rive sono strettamente legate al tipo di substrato, che condiziona i parametri chimici dell’acqua. Il pH dipende dalla litologia del corso d’acqua ed è un fattore chiave per lo sviluppo di una Briofita (Smith, 1990), intervenendo sui processi di scambio ionico e sullo stato di ossidazione delle molecole in soluzione. Esistono conseguentemente specie adattate a diversi pH.

Anteprima della Tesi di Mattia Cesa

Anteprima della tesi: Biomonitoraggio di metalli in traccia nei corsi d'acqua tramite moss-bags, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Mattia Cesa Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.