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Biomonitoraggio di metalli in traccia nei corsi d'acqua tramite moss-bags

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Biomonitoraggio di metalli in traccia nei corsi d’acqua tramite moss-bags. 5 Ciò spiega le variazioni della composizione specifica nelle comunità briofitiche di acque acidificate (Thiebaut et al., 1998) per la presenza di miniere, insediamenti industriali od acque stagnanti. I processi di mineralizzazione delle rocce esposte ad escavazione e le reazioni di decomposizione che avvengono in acque contaminate da rifiuti organici, in stagni o torbiere provocano un abbassamento del pH. Ne derivano la scomparsa di Briofite poco tolleranti l’acqua acida e l’affermarsi di altre specie più acidofile. Lo studio fitosociologico di queste comunità briofitiche è finalizzato a monitorare l’acidificazione del corso d’acqua per mezzo di specie indicatrici, nel tempo (con rilievi a distanza di mesi od anni) e nello spazio (allontanandosi dalla sorgente). L’analisi multivariata della matrice specie x rilievi consente di verificare l’esistenza di gradienti d’acidificazione che contrappongono acque con pH neutro ad acque con pH acido, ospitanti comunità briofitiche differenti. Le Briofite sono inoltre ottimi monitor del livello trofico dell’acqua poiché la loro biodiversità è legata anche alla concentrazione di fosfati, nitrati, nitriti ed ammonii nel mezzo (Vanderpoorten & Palm, 1998, 2001; Vanderpoorten, 1999; Vanderpoorten & Klein, 2000; Thiebaut et al., 2002). Il rapporto N/P nel muschio e l’attività di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo dei fosfati sono strettamente correlabili al livello trofico dell’acqua (Christmas & Whitton, 1998a-b). 1.4 Le Briofite acquatiche come bioaccumulatori Le Briofite sono vegetali privi di sistemi vascolari di conduzione (Strasburger, 1995): esse prelevano i nutrienti dall’acqua circostante, per assorbimento, attraverso l’intera superficie del tallo. Le loro pareti cellulari, ricche di cellulosa, pectine, emicellulose, proteine e fenoli (Wright & Welbourn, 2002), espongono numerosi residui carbossilici in grado di complessare e trattenere i micronutrienti cationici in tracce (Proctor, 1981). Anche l’ossigeno, l’azoto e lo zolfo delle proteine contribuiscono alla complessazione dei cationi (Clymo, 1963; Breuer & Melzer, 1990; Brown & Bates, 1990; Tyler, 1990). I siti di legame della parete non sono selettivi né quantitativamente né qualitativamente, perciò non distinguono elementi essenziali da elementi tossici (Haseloff & Winkler, 1980; Mouvet, 1984; Brown & Wells, 1990), verso i quali le Briofite si rivelano estremamente resistenti (Empain, 1977; Wehr & Whitton, 1983). Queste caratteristiche fanno delle Briofite (acquatiche in particolare) dei potenti accumulatori di elementi in tracce: ƒ radionuclidi, quali Na 22 (Foulquier & Hébrard, 1976), Ru 106 (Vray et al., 1992), ed altri (Kirchmann & Lambinon, 1973); ƒ composti organici, quali pesticidi (Mouvet et al., 1985), idrocarburi policiclici aromatici (Wegener et al., 1992; Roy et al., 1996) ed antibiotici (Delépée & Pouliquen, 2002); ƒ metalli pesanti: per i quali esistono numerosissimi studi di bioaccumulo ormai da decenni (Tyler, 1990). I metalli sono assorbiti dal tallo con tre processi distinti (Martins & Boaventura, 2002), durante i quali gli ioni vengono accumulati in modo sempre meno reversibile:

Anteprima della Tesi di Mattia Cesa

Anteprima della tesi: Biomonitoraggio di metalli in traccia nei corsi d'acqua tramite moss-bags, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Mattia Cesa Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.