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La rappresentazione dello spazio nel 400

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LA RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO NEL ‘400 4 PREMESSA Dalla mia osservazione in classe e dal confronto con l’insegnate accogliente, ho potuto notare le seguenti difficoltà, nell'approccio ai problemi del disegno e della storia dell’arte: alcuni studenti hanno difficoltà a visualizzare gli oggetti in uno spazio tridimensionale mentre altri disegnano meccanicamente gli esercizi proposti, senza comprendere a fondo le regole geometriche che governano i metodi di rappresentazione. Il periodo di tirocinio svolto e la carriera scolastica affrontata, mi ha fatto constatare come si sottovaluti, spesso, l’importanza di fornire solide basi di geometria proiettiva agli allievi. Senza queste riesce difficile, per un allievo, affrontare in modo consapevole i problemi della geometria descrittiva. Infatti allora, quando ero io studente di un liceo scientifico, come adesso, sono pochi gli allievi che si appassionano alla disciplina; gli altri alle prime difficoltà, non avendo i mezzi per superare gli ostacoli, si chiudono rifiutandosi di comprendere. A questo si aggiunge che molti intendono questo insegnamento (disegno e storia dell’arte) come la somma di due saperi slegati, quando, invece, sono due mondi che dialogano continuamente come ha dimostrato la storia. In risposta a tali difficoltà e in considerazione dei temi trattati nei corsi dell’area di rappresentazione con il prof. L. Cocchiarella, mi sono accordato con la mia insegnante accogliente, per predisporre, nella fase attiva del tirocinio, un ipertesto con animazioni che illustravano i problemi della prospettiva, in modo da mettere in evidenza, con più facilità, le relazioni che intercorrono tra lo spazio tridimensionale e la sua rappresentazione sul piano. La possibilità di avere dei collegamenti con l’area informatica e ai i software di tipo cad, mi ha convinto sempre più, che fosse opportuno per gli allievi di un liceo scientifico avvicinarsi a queste tematiche L’analisi di alcuni opere del primo Rinascimento all’interno della lezione sono servite a dimostrare, i profondi legami tra la prospettiva e lo spazio figurativo rinascimentale ovvero tra la sfera del disegno e quella della storia dell’arte. Alla luce di tutto ciò, e nella convinzione che arte e scienza sono intimamente legate da un vincolo inscindibile, ho ritenuto fosse interessante sviluppare il tema della prospettiva per la relazione finale, analizzando in modo specifico l’uso che ne facevano gli artisti nel primo Rinascimento, chiudendo così, virtualmente, un percorso di studi che mi ha visto più volte impegnato in queste tematiche. A proposito di un sistema di rappresentazione oggettivo della realtà, fondato su leggi geometriche, così scriveva Leonardo da Vinci nel suo trattato sulla pittura: « Quelli che s'innamorano della pratica senza la scienza, sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la buona teoria, della quale la prospettiva è guida e porta e senza questa nulla si fa bene. 1 » E’ chiaro, a questo punto, che non c’è arte senza scienza, e forse non c’è scienza senza arte ovvero senza quel pizzico di creatività che sta alla base delle invenzioni, e in un liceo scientifico, trovo che occuparsi di questi temi sia molto importante, per non cadere nell’equivoco che queste due sfere del sapere siano slegate. 1 Leonardo da Vinci, “Trattato della pittura”, ed. integrale GTE Newton, 1996, pag.76 o su http://www.liberliber.it/biblioteca/l/leonardo/trattato_della_pittura/trattato.zip

Anteprima della Tesi di Giovanni D'amico

Anteprima della tesi: La rappresentazione dello spazio nel 400, Pagina 2

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Giovanni D'amico Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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