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Il contratto di inserimento ed il CFL nel decreto legislativo 276/03

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7 1.1 Dal Libro Bianco alla “Legge Biagi”. Il “Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia – Proposte per una società attiva e per un lavoro di qualità” è stato pubblicato dal Ministero del Lavoro nell’ottobre del 2001. La sua redazione è avvenuta ad opera di un gruppo di lavoro coordinato da Maurizio Sacconi e Marco Biagi 7 e la sua presentazione è stata curata dal Ministro del Lavoro 8 che lo ha definito “… finalizzato a rendere partecipi tutti gli attori istituzionali e sociali delle riflessioni che il Governo ha svolto in vista di un confronto mirato a ricercare soluzioni confortate dal più ampio consenso”. 9 In questo documento politico si afferma che il riordino dei contratti con finalità formativa è stata una delle maggiori inadempienze che si possono riscontrare nella passata legislatura, anche perché non è stata esercitata la delega contenuta nell’art. 16 della Legge 196/1997 10 . Come già accennato nell’introduzione, nel Libro Bianco si prospetta una maggiore distinzione delle funzioni assolte dai singoli contratti formativi “orientata da un lato a valorizzare il ruolo dell’apprendistato come strumento formativo per il mercato, mentre il cfl dovrebbe essere concepito come strumento per realizzare un inserimento mirato del lavoratore in azienda”. 11 Questi aspetti sono stati sviluppati nella Legge 30/03 che, all’art. 2, ha previsto la “Delega al Governo in materia di contratti a contenuto formativo e di tirocinio”. La “revisione” e la “razionalizzazione” di tali contratti di lavoro è stata delegata sulla base di una serie di criteri e principi direttivi in cui si possono individuare “tre direttrici fondamentali” 12 : a) la valorizzazione dell’attività formativa svolta in azienda; b) la conferma dell’apprendistato “come strumento formativo anche nella prospettiva di una formazione superiore in alternanza tale da garantire il raccordo tra i sistemi dell’istruzione e della formazione …”; c) la specializzazione del contratto di formazione-lavoro al fine di realizzare l’inserimento e il reinserimento mirato in azienda (“con conseguente svilimento del contenuto formativo” 13 ). Resta ferma l’esigenza di attuare la delega nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in materia di tutela e sicurezza del lavoro dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n° 3, e tenendo conto degli orientamenti annuali dell’Unione Europea in materia di occupazione. Si ritengono significativi, tra gli altri, anche i criteri direttivi che riguardano: ξ la conformità agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato all’occupazione; 7 Cfr. PIETRO CURZIO (a cura di) – Lavoro e diritti dopo il decreto legislativo 276/2003 – p. 11. 8 ROBERTO MARONI. 9 Libro Bianco sul Mercato del Lavoro in www.welfare.gov.it - p.v. 10 Il comma 5 dell’art. 16 L. 196/97 (Pacchetto Treu) così disponeva: “Il Governo emana entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge … norme regolamentari … in materia di speciali rapporti di lavoro con contenuti formativi quali l’apprendistato e il contratto di formazione-lavoro …”. 11 Cfr. Libro Bianco – p. 50. 12 Cfr. M. D’ONGHIA, I contratti a finalità formativa: apprendistato e contratto di inserimento, in P. CURZIO (a cura di), Lavoro e diritti dopo il decreto legislativo 276/2003, Cacucci Ed. 2004, p. 271. 13 Cfr. F. RAVELLI, Appunti in tema di riordino dei contratti a contenuto formativo nel decreto legislativo 276/2003, (www.unicz.it/lavoro/ravelli.pdf)
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Il contratto di inserimento ed il CFL nel decreto legislativo 276/03

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Sulis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Piera Loi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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