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Analogia e anomalia in Marziano Capella

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10 argomentazioni dei due opposti schieramenti 22 . Anzitutto si rivela l’intenzione di Varrone, tesa a far interagire in maniera complementare natura e voluntas nei rispettivi ambiti di competenza, all’interno della declinatio. Tale conciliazione continua, poi, nel riconoscere, all’interno del sistema della lingua, la compresenza di similia e dissimilia (scil. verba), e, conseguentemente, nel rivelare la complementarietà di analogia e anomalia. I limiti d’applicazione dei due principia, ricondotti entro l’ambito della morfologia piuttosto che all’etimologia, sono da lui ribaditi anche in ling. X 6, dove riconosce ut potius de vocabulo quam de re controversia esse videatur. L’interrelazione di ratio e consuetudo, regula e usus nel sistema della declinatio è nuovamente sottolineata in ling. IX 2-3: consuetudo et analogia coniunctiores sunt inter se quam ii credunt, quod est nata ex quadam consuetudine analogia et ex hac consuetudine item anomalia; così anche in ling. IX 1;113 e X 1;51. Ma forse quest’ultima è la riflessione più significativa, in quanto sembra porre fine all’opposizione secolare dei due diversi indirizzi linguistici: Latinitas est incorrupte loquendi observatio secundum Romanam linguam. Constat autem, ut adserit Varro, his quattuor, natura, analogia, consuetudine, auctoritate. Se, da un lato, la tradizione indiretta di questa citazione [Varrone fr. 115 Goetz- Schoell = fr. 268 GRF, in Diomede I 439.15-17.] non viene confermata da alcun passo delle opere grammaticali di Varrone pervenuteci 23 , non risulta difficile, alla luce di quanto esaminato finora, riconoscerne una sintesi chiara ed essenziale della conciliazione operata da Varrone in seno al dibattito sulla lingua. Sono riconosciute l’irrazionalità della fase creativa del linguaggio e il dominio di anomalia e usus relativamente alla concreta realizzazione lessicale del rapporto parola/cosa. Ciò non toglie che, una volta adottato un patrimonio linguistico così originato, la morfologia flessiva che risponde alle diverse esigenze del parlare sia un fenomeno regolato da principi razionali, naturali e, per così dire, meccanici, convenzionalmente adottati da una comunità linguistica che si inserisce in un contesto storico-geografico con caratteri propri e definiti 24 . 22 Sulle accezioni dei termini principalmente discussi nell’ambito del contrasto analogia/anomalia all’interno del De lingua Latina – e, successivamente, dell’intera tradizione grammaticale romana – indispensabile è lo studio di Dam 1930. 23 Insieme al De lingua Latina, la produzione grammaticale di questo autore comprendeva anche, secondo l’inventario fornitone da s. Gerolamo, i cinque libri del De sermone Latino ad Marcellum, i tre libri del De origine linguae Latinae e del De similitudine verborum, i nove libri dell’Epitome de lingua Latina, cui andrebbe aggiunto il libro I dei Disciplinarum libri, tradizionalmente dedicato alla Grammatica (cf. Collart 1978, p. 6). Per i riferimenti nel De lingua Latina che possano suggerire riflessioni simili a quest’ultima, si vedano, inoltre i passi di ling. VIII 3.10. 24 Ritorna la terminologia originaria degli studi sulla lingua, citata per il contrasto φύσις/θέσις (cf. pp. 1-2).
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Analogia e anomalia in Marziano Capella

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Informazioni tesi

Autore: Alice Presot
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2003-04
Università: Università degli Studi di Trieste
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Lettere
Relatore: LucioCristante
Lingua: Italiano
Num. pagine: 149

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Parole chiave

analogia
anomalia
artes - veteres
filologia
grammatica
letteratura latina
marziano capella
proportio/usus - natura/consuetudo
tradizione artigrafica tardoantica
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