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Metodi di simulazione per la ricostruzione degli incidenti stradali

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misure non sono tuttavia esenti da incertezze essendo rilevate, nella maggior parte dei casi, subito dopo il verificarsi dell’incidente in condizioni ambientali molte volte avverse. E’, peraltro, sconsigliabile fare affidamento su eventuali testimonianze data la scarsa attendibilità di testimoni o protagonisti del sinistro: quando non volutamente inesatte e fuorvianti a causa degli interessi economici in gioco, tali dichiarazioni sono rilasciate da persone emotivamente colpite o non in possesso della sufficiente cultura tecnica per quantificare le indicazioni in questione. Partendo da queste premesse, il lavoro del tecnico ricostruttore si presenta, quindi, di difficile soluzione. Ciò che si richiede alla perizia tecnica non è, tuttavia, la quantificazione esatta delle grandezze fisiche (tipicamente la velocità) atte a valutare eventuali responsabilità. Per giudicare il comportamento tenuto da un automobilista, infatti, è sufficiente stabilire se la condotta di marcia sia stata tale da comportare un mancato rispetto delle norme sulla circolazione. A tal fine, nella maggior parte dei casi, è sufficiente una stima delle grandezze in gioco e non un’esatta determinazione. L’ingegnere incaricato dello studio del sinistro ha così più ampi margini di movimento nell’applicare modelli che, per essere formulati, devono necessariamente basarsi su determinate semplificazioni ed approssimazioni. La base teorica degli studi condotti nel campo dell’infortunistica stradale è il modello impulsivo basato sul principio della conservazione della quantità di moto. L’urto fra due veicoli può, in sede di prima approssimazione, essere considerato, infatti, come un fenomeno che si manifesta istantaneamente. L’interazione fra i mezzi interessati alla collisione avviene in un intervallo di tempo estremamente ridotto (ordinariamente 0,1 s) durante il quale le forze scambiate sono molto maggiori di quelle esercitate esternamente al contesto dell’incidente. Queste valutazioni permettono di poter considerare l’insieme dei veicoli coinvolti nell’impatto come un sistema isolato. La rilevante approssimazione insita nel modello impulsivo consiste nel trascurare lo scambio di energia che avviene durante la fase dell’urto e che si traduce in una deformazione reciproca. Considerando i veicoli come corpi rigidi, il metodo impulsivo sarebbe esente da approssimazioni se, per assurdo, i mezzi che vengono a contatto fossero infinitamente rigidi e già deformati. L’uso delle tecnologie informatiche ha consentito l’applicazione delle conoscenze teoriche ai casi reali sfruttando la velocità dei moderni calcolatori. Il loro impiego riguarda non solo la determinazione di risultati numerici derivanti dal modello fisico-matematico adottato, ma investe ormai ogni fase della procedura ricostruttiva di un incidente stradale. La fase di calcolo è, infatti, preceduta dall’acquisizione delle informazioni e seguita dalla rappresentazione visiva dei risultati ottenuti. Sono, pertanto, stati sviluppati softwares atti ad agevolare ogni fase dell’attività peritale che, ordinariamente, si articola secondo i seguenti punti:

Anteprima della Tesi di Antonio Gargasole

Anteprima della tesi: Metodi di simulazione per la ricostruzione degli incidenti stradali, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Antonio Gargasole Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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