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La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative

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3 “Non essendo in merito diritto positivo, se non quello costituito dai richiamati principi costituzionali, è stata l’opera della giurisprudenza a forgiare lo ‘statuto’ del diritto di cronaca” (Rizzo 2002,103). Tra le sentenze maggiormente rilevanti, infatti, sono da citare alcune decisioni della Cassazione che, delineando meglio gli orientamenti giurisprudenziali assunti negli ultimi anni, hanno una particolare importanza. Tali provvedimenti sono quelli riscontrabili in due sentenze delle sezioni penali riunite del 1983 (Cass., 26 marzo 1983; Cass., 26 maggio 1983) e nella famosa sentenza della prima sezione della Cassazione civile del 1984, nota come del “decalogo” (Cass., 18 ottobre 1984) in cui, al fine di tracciare un adeguato percorso per il cronista, sono stati ridefiniti nuovamente i tre “criteri-chiave” (Zeno- Zencovich, 1995, 7) quali appunto la verità dei fatti, dove viene specificato l’obbligo di controllo delle fonti (si veda al riguardo anche la sentenza della Cassazione penale, sezioni unite, 30 giugno 1984, secondo cui, “non essendoci fonti d’informazione privilegiate”, l’esercizio del diritto di cronaca non può basarsi su una sola fonte) 2 , “la pertinenza dei fatti narrati all’interesse sociale” (Zeno-Zencovich, 1995, 7) e infine la “correttezza espositiva” (Zeno- Zencovich, 1995, 7). Ma è sotto forma di libertà di essere informati che il diritto di cronaca trova la sua piena tutela e con essa la dignità che gli spetta, riconoscendo la sua funzione sociale di divulgatrice di notizie. Fin dall’art. 28 dello statuto Albertino (4 marzo 1848), dove si stabiliva che “la stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi”, e considerando sia il successivo regio decreto n. 695 (noto come Editto Albertino sulla Stampa), dove all’art. 1 si affermava che “la manifestazione del pensiero per mezzo della stampa e qualsivoglia artificio meccanico, atto a riprodurre segni figurativi, è libera: quindi ogni pubblicazione di stampati, incisioni, litografie, oggetti di plastica e simili è permessa con che si osservino le norme seguenti…”, che la regolamentazione durante l’Italia fascista, quando una “ragnatela di leggi e 2 V. Zeno-Zencovich, op. cit., 1995
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La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative

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Informazioni tesi

  Autore: Carmela Mariano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Alessandro Barbano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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