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Il Mediatore Europeo

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luogo ad una procedura di infrazione, risultato conseguito dal Mediatore a seguito di insistenti pressioni); introduce, infine, un importante fattore di carattere più sociologico, vale a dire il miglioramento della condotta dei pubblici ufficiali, i quali sono incoraggiati a pensare in termini di buona o cattiva amministrazione, piuttosto che secondo i rigidi paradigmi di legalità. A ciò si aggiunga che, per quei pubblici ufficiali che già mostrano un atteggiamento più flessibile, la attività di “soft law” del Mediatore europeo potrebbe costituire un ulteriore fattore di legittimazione. Alla luce di quanto si è esposto, riteniamo che non vi siano ragioni per non accogliere con favore il ruolo di “legislatore di soft law” del Mediatore europeo e per non auspicare un più ampio esercizio di questa funzione. Ciò detto e avviandoci alla conclusione, è necessario individuare gli strumenti attraverso i quali il Mediatore può esercitare concretamente la funzione in esame e, soprattutto, i fattori di impatto ai quali deve ricorrere, in mancanza del potere di emettere decisioni vincolanti, per conseguire l’obiettivo di una generale osservanza dei suoi punti di vista. Quanto alla prima questione, tra i possibili esiti di una inchiesta del Mediatore, sono rilevanti, ai fini della analisi che si sta conducendo, le ipotesi in cui il Mediatore formula una osservazione critica ovvero un progetto di raccomandazione, rappresentando essi, di gran lunga, il più importante strumento per la produzione attiva di norme. Minore rilevanza, infatti, va riconosciuta alle ipotesi di conciliazione amichevole, dato l’esiguo numero di casi, dovuto principalmente al fatto che la maggior parte delle doglianze ha per oggetto questioni relative a specifici eventi del passato per le quali il Mediatore non è nella condizione di intervenire (si pensi, per esempio, ai ricorsi relativi agli esiti di esami di assunzione già terminati). Quanto poi alle ipotesi in cui non viene rilevata cattiva amministrazione, poiché è l’istituzione o l’organismo stesso a muoversi nella direzione del soddisfacimento del ricorrente, risulta difficile valutare il reale impatto della attività del Mediatore, dal momento che, in questi casi, egli no chiede direttamente alla amministrazione di mutare la propria condotta,

Anteprima della Tesi di Pasquale Lauro

Anteprima della tesi: Il Mediatore Europeo, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pasquale Lauro Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.