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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Volatilità dei tassi di cambio 15 cambio insostenibile e, implicitamente, le sue probabili variazioni future (cioè, il segno del disallineamento). 21 Comunque, un livello sostenibile nel rapporto debito/PIL non è necessariamente ottimale, potendo implicare un risultato indesiderabile per gli altri obiettivi economici. 22 Un metodo meno diretto consiste nel rinunciare a stimare l’eventuale disallineamento nei tassi di cambio reali e, invece, dedurne l’esistenza dai suoi “effetti sfavorevoli”, tra i quali ci sono: la generazione di cicli di espansione e recessione nelle industrie dei beni negoziabili, che determinano cambiamenti occupazionali; e l’incoraggiamento del protezionismo. Tuttavia (per quanto riguarda il primo effetto), ξ è necessario controllare altri fattori (ciclici e di lungo periodo) che determinano cambiamenti occupazionali, prima di poter isolare l’effetto indipendente del tasso di cambio reale, ξ il legame tra il tasso di cambio reale e l’allocazione settoriale delle risorse dipende dal tipo di disturbo che muove il cambio, 23 ξ i costi devono essere paragonati con quelli relativi a regimi di cambio alternativi. Le stesse osservazioni possono essere mosse nei confronti degli effetti del disallineamento sul protezionismo. Pur essendo un tasso di cambio sopravvalutato il migliore indicatore precursore di una legislazione protezionistica, anche altri fattori (tra cui i cambiamenti di lunga durata nella competitività che non sono dovuti a variazioni dei tassi di cambio) hanno svolto una funzione importante. 24 In effetti gli economisti hanno trovato grandi difficoltà nello stimare il tasso di cambio reale d’equilibrio con una certa accuratezza, facendo ricorso soprattutto a qualche media osservata storicamente, ritenuta la miglior misura disponibile; di conseguenza, risultando il disallineamento un concetto in larga misura non quantificabile per tale incertezza, l’interesse si è focalizzato sulla volatilità, che, come detto in precedenza, di solito è considerata una misura della dispersione dei movimenti del tasso di cambio reale in un certo periodo di tempo. 25 La volatilità e il disallineamento, pur essendo due concetti che riguardano la compatibilità dei movimenti dei cambi con un’allocazione intertemporale e regionale efficiente delle risorse mondiali, di solito sono stati studiati separatamente a causa della doppia funzione del tasso di cambio, che, da una parte, in quanto prezzo di un’attività, contribuisce all’equilibrio dei mercati finanziari internazionali, e dall’altra, come uno dei termini delle ragioni di scambio, a quello dei flussi commerciali internazionali. 26 Quindi, supponendo che i tassi di cambio siano determinati in gran parte nei mercati finanziari per il peso delle transazioni finanziarie rispetto a quelle reali, la volatilità viene considerata una proprietà dei prezzi delle attività in un mercato efficiente, e quando è eccessiva tende ad essere giudicata nei confronti di un benchmark desunto dall’equilibrio del 21 Infatti, per stimare un tasso di cambio d’equilibrio, si dovrebbe specificare un livello d’equilibrio nel rapporto tra debito e PIL. Inoltre, perfino nella versione meno ambiziosa di questo approccio, i risultati dipendono dal tasso d’interesse reale pagato sul debito estero, dal differenziale d’interesse reale, dalla quota dello squilibrio iniziale in conto corrente che è imputabile a fattori temporanei e reversibili, dall’effetto che la reputazione del debitore ha sulla volontà del creditore di effettuare ulteriori investimenti in un paese. 22 Frenkel e Goldstein (1991), p. 109. 23 Mentre una politica monetaria restrittiva può produrre un apprezzamento reale e una contrazione della produzione industriale, un aumento della domanda estera determinerà un apprezzamento e un’espansione della produzione industriale. 24 Frenkel e Goldstein (1991), p. 109-110. 25 Bleaney (1992), p. 558. 26 Hung (1990), p. 2.
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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Gabriele Marcoccia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Nicola Acocella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 308

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Parole chiave

attacco speculativo
controlli di capitale
crisi finanziarie
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movimenti di capitali
regimi di cambio
tasso di cambio
tobin tax
volatilità

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