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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Volatilità dei tassi di cambio 17 1.2 Volatilità dei tassi di cambio e regimi di cambio Dopo collasso del sistema di Bretton Woods nel 1971, i paesi hanno adottato una varietà di differenti accordi di cambio, dando origine ad un sistema ibrido. I maggiori paesi industriali hanno scelto un regime di fluttuazione (spuria), come è il caso degli Stati Uniti e del Giappone, o un regime a fluttuazione limitata con parità dichiarate, fisse ma aggiustabili in modo discreto, e con ampliamento dei margini di oscillazione, come quello del Sistema Monetario Europeo (SME); gli altri paesi hanno scelto un sistema di parità fisse o aggiustabili (crawling peg) rispetto ad una valuta estera. Il sistema di Bretton Woods ha mostrato che, in caso di parità fisse, esiste un unico rapporto tra il livello dei prezzi interno e quello del resto del mondo (cioè un unico tasso di cambio reale) compatibile con l’equilibrio della bilancia dei pagamenti e la piena occupazione, obiettivi che possono essere conseguiti contemporaneamente se i paesi fissano le parità nominali in base alle divergenze nelle politiche economiche o se coordinano tali politiche in modo da ottenere un unico livello dei prezzi. 32 In un sistema con parità fisse, la capacità di una politica monetaria espansiva di stimolare l’attività economica nazionale è condizionata dalla mobilità dei capitali in risposta ai differenziali nei tassi d’interesse. In particolare, con una mobilità di capitale elevata, i tassi d’interesse devono essere gli stessi in tutti i mercati, in quanto una loro diminuzione all’interno di un paese provocherebbe un deflusso di capitali e il deprezzamento della valuta. Le autorità monetarie, avendo l’obbligo di impedire la fluttuazione del tasso di cambio al di fuori di una certa banda stabilita, ad un certo punto devono intervenire a sostegno del cambio, determinando un deflusso delle proprie riserve valutarie, con la conseguente riduzione dell’offerta di moneta che riporterebbe i tassi d’interesse a livello di quelli mondiali. La Banca centrale, per opporsi a ciò, potrebbe anche sterilizzare l’effetto della perdita di riserve acquistando titoli attraverso operazioni di mercato aperto, ma in tal caso il drenaggio di riserve probabilmente continuerebbe fino al loro esaurimento, costringendola comunque alla fine ad innalzare i tassi d’interessi. 33 Quindi l’indipendenza della politica monetaria di un paese risulta essere tanto più limitata quanto più sono stretti i margini consentiti di oscillazione del tasso di cambio intorno alla parità, quanto maggiore è la reattività dei movimenti di capitale al differenziale d’interesse (coperto) e della bilancia dei pagamenti alle variazioni del tasso di cambio, e quanto più è contenuto il premio di rischio richiesto dagli speculatori per fornire una copertura formale. 34 Durante i primi anni del sistema di Bretton Woods le autorità monetarie hanno goduto di una certa libertà di azione per la scarsa sensibilità dei movimenti di capitale al differenziale d’interesse coperto dovuta ai numerosi impedimenti alla mobilità dei capitali e alla mancanza di familiarità con i mercati valutari dei cambi. Ma alla fine degli anni ’60, tale sensibilità è aumentata, causando ampi flussi speculativi di capitali non appena le parità sono diventate non realistiche e, perciò, limitando parecchio il perseguimento di una politica monetaria indipendente. 35 32 Modigliani e Askari (1998), p. 161. 33 Modigliani e Askari (1998), p. 162. 34 Modigliani e Askari (1998), p. 162. 35 Modigliani e Askari (1998), p. 162.
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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Gabriele Marcoccia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Nicola Acocella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 308

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Parole chiave

attacco speculativo
controlli di capitale
crisi finanziarie
crisi valutarie
liberalizzazione finanziaria
movimenti di capitali
regimi di cambio
tasso di cambio
tobin tax
volatilità

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