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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Capitolo primo 14 tasso di cambio nominale e i movimenti dei prezzi relativi, ma questa è un’ipotesi alquanto semplicistica, considerando l’elevata variabilità di breve periodo mostrata in realtà dai tassi di cambio reali. 17 Il disallineamento è semplicemente un giudizio quantitativo su fino a che punto un dato tasso di cambio reale non è in linea. È, quindi, opportuno passare in rassegna le principali metodologie usate per stimare il livello corretto del tasso di cambio. Una volta, forse, il metodo più duraturo per calcolare il tasso di cambio d’equilibrio era rappresentato dall’approccio che si basa sulla PPA: identificato un periodo base in cui un paese si trova in equilibrio esterno, il valore d’equilibrio nel periodo corrente è pari al tasso di cambio nominale nel periodo base, corretto per il differenziale d’inflazione tra il periodo base e quello corrente. Tuttavia, ξ non è facile individuare un periodo base d’equilibrio, ξ in caso di disturbi reali che alterano i prezzi relativi tra il periodo base e quello corrente, è necessario un allontanamento dalla PPA che tenga conto dei cambiamenti nelle condizioni economiche reali, 18 ξ la PPA non funziona certamente nel breve periodo e, specialmente negli ultimi tempi, sembra non essere valida nemmeno nel lungo. 19 In base ad un’alternativa che va incontrando consensi sempre più ampi, il tasso di cambio d’equilibrio è quello che rende il conto corrente “sottostante” (che è il conto corrente attuale corretto dei fattori temporanei) pari ai flussi di capitale normali netti nei successivi due o tre anni, dato il sentiero di crescita del prodotto reale e dell’inflazione e l’effetto ritardato dei tassi di cambio passati. Naturalmente, il problema è come calcolare i flussi di capitale normali netti. Considerando la natura di equilibrio generale dell’esercizio, è difficile definire tali flussi, ad esempio, per gli Stati Uniti, senza fare riferimento all’andamento probabile e/o desiderato dei risparmi e degli investimenti in Europa, in Giappone e nei paesi emergenti, andamento che a sua volta dipende dalle leggi fiscali, dai tassi di crescita della popolazione e perfino dal modo in cui eventuali crisi debitorie vengono risolte. Comunque, va detto che: ξ in realtà, qualsiasi fattore che abbia un effetto non transitorio sul saldo ex-ante risparmi/investimenti, si ripercuoterà sul tasso di cambio d’equilibrio; ξ i flussi di capitale normali netti sono una variabile flusso (e non una variabile stock) che non si presta facilmente a criteri di sostenibilità; ξ il saldo delle partite correnti o della bilancia dei pagamenti non sembra spiegare le effettive variazioni del tasso di cambio meglio di altri fattori. 20 Il sustainability approach suggerisce di individuare, innanzitutto, la previsione implicita del mercato per quanto riguarda il sentiero futuro del tasso di cambio (sulla base del tasso di cambio corrente, dei differenziali d’interesse e di altri dati) e, in secondo luogo, di valutare il suo impatto sulla bilancia dei pagamenti e sull’indebitamento estero. Quindi, se sono necessari “parecchi” anni prima che il rapporto debito/PIL si stabilizzi intorno ad un livello “elevato”, allora la previsione implicita del mercato è “insostenibile”. Questo approccio è meno ambizioso degli altri nel senso che mira soltanto a identificare un tasso di 17 Tronzano (1992), p. 83. 18 In particolare, tre fattori sono stati importanti nel corso degli anni settanta e ottanta: ξ le variazioni permanenti nelle ragioni di scambio (comprese quelle nei prezzi petroliferi); ξ le differenze secolari tra i paesi nella produttività del lavoro, mascherate dagli indici aggregati dei prezzi e distorte non solo tra beni negoziabili e non, ma anche tra le diverse industrie di beni negoziabili; ξ il passaggio da una posizione creditoria netta a una debitoria (e viceversa). 19 Frenkel e Goldstein (1991), p. 107-108. 20 Frenkel e Goldstein (1991), p. 108-109.

Anteprima della Tesi di Angelo Gabriele Marcoccia

Anteprima della tesi: Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Angelo Gabriele Marcoccia Contatta »

Composta da 308 pagine.

 

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