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Il restauro virtuale

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Parte I – Il restauro virtuale 18 automaticamente cancellati per fare spazio nella memoria: per conservare un determinato stato durante tutta la sessione di lavoro occorre eseguire un'istantanea di quello stato. Questa è in realtà una funzione temporanea, in quanto chiudendo e riaprendo il documento dalla palette vengono cancellati tutti gli stati e le istantanee dell’ultima sessione di lavoro: per tenere traccia delle modifiche apportate a un file si può usare il registro Storia modifiche, che contiene la storia testuale delle operazioni eseguite su un'immagine. L’altro sistema usato è quello di lavorare su più livelli: ogni livello può essere paragonato ad un lucido sovrapposto (in un livello privo di immagini traspaiono gli elementi del livello immediatamente sottostante), che permette di lavorare su un solo elemento senza alterare gli altri. La palette Livelli elenca tutti i livelli, i set di livelli e gli effetti di livello di un immagine: usando i comandi di questa palette è possibile creare, nascondere, visualizzare, unificare, copiare, eliminare e modificare l’ordine dei livelli. Se si decide di salvare una versione del file finale con i livelli non unificati, nessuna informazione temporale viene compromessa. Per ulteriori informazioni si veda la guida di Adobe Photoshop CS. 12 «Bisogna infatti considerare che essenziale scopo del restauro non è solo quello di assicurare la sussistenza dell’opera nel presente, ma anche di assicurare la trasmissione nel futuro: e poiché nessuno può mai essere certo che l’opera non avrà bisogno di altri interventi, anche semplicemente conservativi, nel futuro, occorre facilitare e non precludere gli eventuali interventi successivi». Da C.BRANDI,“Teoria del restauro”, Einaudi, Torino, 1999, cit. pag. 85. 13 Si vedano S.BOVA,“Il restauro tra storia e coscienza del tempo”, Trauben Edizioni, Torino, 2002, pp. 28-29; P.CANART, C.FEDERICI,M.MANIACI, “Restauro tradizionale e restauro virtuale come divergenze parallele”, in AA.VV, “Gazette du livre médiéval n° 34”, Apices, Parigi, primavera 1999, pp. 49 e 50; e C.FEDERICI,“Qualche chiosa sul restauro cosiddetto “virtuale”, in AA.VV, “Kermes – La rivista del restauro n° 43”, Nardini Editore, Firenze, Luglio-Settembre 2001, pag.10. 14 C.FEDERICI,“Conservazione/archeologia del libro. Contraddizione insanabile o falso dilemma?”, in AA.VV, “Kermes – La rivista del restauro n° 44”, Nardini Editore, Ottobre-Dicembre 2001, cit. pag. 45. 15 C.FEDERICI,“Qualche chiosa sul restauro cosiddetto “virtuale”, in AA.VV, “Kermes – La rivista del restauro n° 43”, Nardini Editore, Firenze, Luglio-Settembre 2001, cit. pag. 10. 16 «Altra esigenza fondamentale della salvaguardia dei beni culturali: un manufatto deve essere manipolato il meno possibile. Non esiste, infatti, intervento diretto sul manufatto, per quanto minimo, che non comporti per esso uno stress, se non un trauma». Da G.BASILE,“Che cos’è il restauro”, Editori Riuniti, Roma, 1989, cit. pag. 33. 17 Si veda www.cesmar7.it/progetti.html. 18 S.BOVA,“Il restauro tra storia e coscienza del tempo”, Trauben Edizioni, Torino, 2002, cit. pp. 38- 39. 19 Si veda www.cesmar7.it/progetti.html. 20 Si veda G.PERUSINI,“Il restauro dei dipinti e delle sculture lignee. Storia, teorie e tecniche”, Del Bianco Editore, Udine, 1994, pag. 83.
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Il restauro virtuale

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Uva
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Pittura e restauro
  Corso: Restauro pittorico
  Relatore: Silvia Gaggioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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