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I programmi d'arte nella televisione pubblica italiana

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13 presentato presto anche nel monopolio italiano 4 . Innanzi tutto, nel momento di passaggio dalla fase di pura informazione a quella di divulgazione più approfondita, è sorta l’esigenza di trovare un linguaggio verbale adatto a soddisfare contemporaneamente le esigenze del pubblico più o meno colto. Inizialmente si pensava che fosse necessario affidare i programmi divulgativi ad un esperto dell’argomento, che doveva però tradurre i suoi pensieri in un linguaggio semplice. L’aspetto visivo ha posto forse un maggior numero di problemi. Nel campo delle arti figurative sembrava che la concretezza fisica delle opere da illustrare, quadri o sculture che fossero, semplificasse il lavoro del presentatore-divulgatore. In realtà, il bianco e nero delle immagini dei primi televisori tendeva ad appiattire e a vanificare il discorso e la dialettica dei colori, che sono invece fondamentali nella lettura delle opere d’arte. Nel primo decennio, sono state realizzate soprattutto rubriche culturali che associavano l’efficacia divulgativa ad un sufficiente rigore critico. In seguito, alle monografie si sono affiancati programmi più articolati, che presentavano una maggiore varietà di argomenti e contenuti essenziali, in grado di fornire un’informazione sempre più ampia e differenziata. Un nuovo filone proponeva, intanto, di portare in televisione gli autori stessi delle opere, per farli parlare direttamente al pubblico dal teleschermo. La forma colloquiale, nelle intenzioni degli autori, avrebbe dovuto avvicinare gli spettatori agli artisti, che fornivano una testimonianza diretta della loro esperienza. La televisione diventava quasi un testimone del fatto culturale, una fonte letteraria ed artistica in generale. Tuttavia, dopo un primo periodo in cui le trasmissioni culturali aumentavano di anno in anno, il progetto pedagogico-educativo ha lentamente lasciato il posto ad una programmazione incentrata sull’intrattenimento. A partire dalla fine degli anni settanta, infatti, i gusti del pubblico hanno iniziato a rivolgersi verso una programmazione leggera, di svago. La concorrenza con le reti private, poi, ha spinto sempre più verso la 4 Cfr. AA. VV. Dieci anni di televisione in Italia.
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I programmi d'arte nella televisione pubblica italiana

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Renzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Eleonora Rizza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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