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Il disturbo da deficit d'attenzione/iperattività: analisi della letteratura

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16 aggravano la prognosi, a breve e/o a lungo termine. Esistono tuttavia anche condizioni o tratti di personalità che proteggono l’individuo dall’insorgere della malattia (fattori protettivi) e risorse personali o sociali/relazionali, che favoriscono un più rapido e duraturo recupero (resilience) (Palmonari, 1993). Tutte queste informazioni (insieme ad altre specifiche per il caso singolo) sono indispensabili per progettare il trattamento, che deve essere predisposto in modo da favorire un significativo miglioramento della qualità della vita del paziente. Una volta che il clinico ha raccolto dati a sufficienza tali da fornire un quadro completo delle condizioni del paziente, occorre che egli registri le sue osservazioni in una modalità condivisibile, un codice utile a informare i suoi colleghi circa il problema primario del caso in questione. Questo problema è stato risolto in maniera parzialmente analoga dai manuali diagnostici più diffusi, il DSM-4 e l’ICD-10, tanto che entrambi classificano i disturbi specificandone i diversi aspetti su più assi o dimensioni, sebbene l’ICD-10 si distingua dal manuale americano per l’uso di alcune categorie multiple (OMS, 1992). Gli Assi del DSM-4 sono cinque, di modo da rendere conto del fatto che è l’interazione tra fattori di rischio biologici, psicologici e ambientali a facilitare l’esordio di un disturbo psichico. Ciascun Asse consente di segnalare una condizione specifica e cioè: ‰ Asse I: inquadramento delle sindromi cliniche e delle altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica; ‰ Asse II: per l’inquadramento dei Disturbi di Personalità e del Ritardo Mentale; ‰ Asse III: inquadramento delle condizioni mediche generali; ‰ Asse IV: registrazione dei problemi psicosociali e ambientali; ‰ Asse V: valutazione globale del funzionamento (Rapaport e Ismond, 2000). Anche l’ICD-10 ha una struttura multiassiale, e le funzioni dei singoli assi sono simili a quelle esaminate per il DSM-4, se non che i Disturbi di Personalità sono inclusi tra le “Sindromi cliniche psichiatriche” (asse I), mentre il Ritardo Mentale è codificato su una dimensione separata. Ancora, le difficoltà di
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Il disturbo da deficit d'attenzione/iperattività: analisi della letteratura

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Informazioni tesi

  Autore: Monica Delbue
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Marina Pinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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