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Il disturbo da deficit d'attenzione/iperattività: analisi della letteratura

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8 educati, riservati e così via. Per descrivere i bambini (ma anche gli adulti) si potrebbe dunque tracciare un continuum tra il polo calmo-ben organizzato e il polo irrequieto-inattento (Sandberg, 1996; Epstein, et al., 1991): i bambini con ADHD si troverebbero all’estremità della dimensione irrequietezza- inattenzione. Tale distinzione ha una conseguenza sul modo di considerare i bambini iperattivi, in quanto inaugura un nuovo punto di vista: il bambino con ADHD, seppure affetto da una grave patologia del comportamento, non è altro che la manifestazione umana di una variabilità caratteriale potenzialmente infinita. Il problema in sostanza risiede in parte nelle capacità dell’ambiente di contenere i problemi estrinsecati dal bambino iperattivo: si può perciò parlare di un problema di soglia di tolleranza e quindi, per dirla con le parole di Hanker e Whalen (1989), l’ADHD potrebbe essere interpretato come un disturbo transazionale frutto dell’interazione geni/ambiente (Prior, 1991). In realtà, finché non si hanno contatti con bambini diagnosticati come affetti dal disturbo, è difficile comprendere la complessità di questa pervasiva sindrome del comportamento. Il contatto con le persone che soffrono di disturbi psichici, pur con tutte le cautele, è fondamentale per un futuro psicologo nonché formativo per la propria crescita spirituale e morale. Al di là degli interventi che si possono progettare per un bambino con ADHD, l’imperativo è soprattutto quello, durante le fasi di conoscenza, valutazione e trattamento, di non dimenticare che si sta parlando di un bambino, per cui è necessario considerarlo in tutta la sua complessità e dignità di essere umano in via di sviluppo, e non solo in relazione ai suoi sintomi e problemi. Pertanto, i pregi e le potenzialità di un bambino devono essere messi sulla bilancia per ottenere una conoscenza realistica e globale del caso, e per sviluppare un intervento che prenda il via da quegli ambiti in cui egli ottiene dei successi. Questa attenzione è importante non solo per rinforzare fin da subito il bambino per quello che sa fare, ma anche per stimolare la motivazione al trattamento.
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Il disturbo da deficit d'attenzione/iperattività: analisi della letteratura

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Informazioni tesi

  Autore: Monica Delbue
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Marina Pinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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