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Strategie di riqualificazione dell'ambiente costruito: Progetto Pilota per l'area Corvin-Szigony a Budapest

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6 economico, sociale, politica di una realtà. Tale parzialità è ben espressa dal seguente paradosso: Il lavoratore disoccupato degli slums di Caracas scopre con piacere di godere di uno standard di vita, definito in termini di prodotto interni lordo, degno di invidia. Di certo non meno stupefatto, il pescatore delle Samoa che se la passa abbastanza bene in una relativa autosufficienza, apprende che in termini di prodotto nazionale lordo, è uno degli abitanti più poveri del pianeta. 3 Sono stati fatti numerosi tentativi per inserire altri parametri nella definizione di standard di vita, uno fra tutto quello esplicitato in un rapporto del 1954 delle Nazioni Unite 4 in cui venivano proposte dodici possibili componenti tra le quali l’educazione, l’alimentazione, l’alfabetizzazione… Sempre a tale scopo ogni anno, dal 1990, il programma di sviluppo delle Nazioni Unite pubblica materiali di documentazione statistica relativi alla ridefinizione del concetto di sviluppo. I paesi vengono classificati in base ad una graduatoria che prevede il livello di sviluppo come il risultato della media matematica fra tre fattori: ricchezza (potere di acquisto pro capite), salute (speranza di vita alla nascita), istruzione (livelli di alfabetizzazione). Nonostante una serie di autorevoli tentativi permane la misurazione dello standard di vita misurata attraverso il volume di beni e di servizi consumato dagli abitanti. 3 J.Chesnaux, La Modernité monde, La decouverte, Paris 1989, p.64. 4 United Nations, Report on International Definition and Measurment of Standards and Levels of Living, doc. E.CN 5/299, 1954 5 W.Sachs, Introduzione, in: Dizionario dello sviluppo, EGA, Torino 1998, p.5 e seg. 6 W.Sachs, op. cit., p.7. Attualmente un’ondata di critiche, più o meno radicali, si è riversata sul concetto di sviluppo basato su indicatori come quello dello standard di vita, e più in generale il concetto pervasivo di sviluppo che investe tutti i livelli a partire dai movimenti di base fino ad arrivare alle più alte sfere politiche. Una delle critiche più radicali è espressa da Wolfgang Sachs nell’introduzione ad una recente opera collettiva da lui curata 5 . Sachs dichiara il concetto di sviluppo una struttura mentale della quale si può tratteggiare la nascita, che coincide col discorso di Truman già citato, l’evoluzione, a partire da quattro premesse che attualmente risultano decisamente fuori dalla storia, e la conseguente morte. La prima di questa premesse riguarda la crisi ecologica, che toglie ai paesi industrializzati, primo fra tutti gli Stati Uniti, il ruolo di modello da imitare, consci che il modello non può in assoluto essere esportato in ogni parte del mondo pena l’accelerazione della già veloce corsa verso il baratro a cui il pianeta sembra destinato a causa dell’esaurimento delle risorse naturali. Citando Sachs: Se tutti i paesi seguissero “con successo” l’esempio di quelli industrializzati, occorrerebbero altri cinque o sei pianeti da usare come miniere o come discariche di rifiuti 6 La seconda premessa venuta meno riguarda il progressivo mutamento della situazione politica internazionale negli ultimi venti anni, con la scomparsa della divisione Est- Ovest che possiamo considerare il propellente politico della concezione dello sviluppo. La situazione attuale ha spostato l’accento sulla prevenzione dei rischi, immigrazione, inquinamento, disastri ambientali, e il concetto di sviluppo ci appare da questo punto di vista più una causa scatenante problematiche che un rimedio. Il terzo punto di critica investe uno degli obbiettivi proposti in fase iniziale col concetto di sviluppo, quello del progressivo avvicinamento dei paesi del cosiddetto terzo mondo alle condizioni dei paesi cosiddetti sviluppati. La maggior parte dei paesi del Sud ha avviato negli ultimi sessanta anni processi di sviluppo che hanno sicuramente ottenuto buoni risultati, ma il Nord ha, per così dire, spinto 6
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Lenzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Corrado Latina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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