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Violenza sportiva e diritto penale

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12 contesto agonistico, senza la giustificazione dello stress psicofisico”. Le conclusioni di Laudi parlano di “pericolo di recidiva, reso evidente dall’assoluta mancanza di autocontrollo palesata da Materazzi”. L’Inter non ha fatto ricorso contro la sentenza, dopo aver pubblicamente condannato il proprio tesserato, mentre il giocatore aveva in un primo momento pensato di ricorrere proprio per via della pesantezza delle motivazioni, che lo dipingono come un elemento ai limiti della follia violenta, ma successivamente, adeguandosi alla decisione della società, ha rinunciato. Non è questa la sede per addentrarsi in una discussione sulla correttezza della sentenza né sul comportamento del giocatore del Siena che ha voluto a tutti i costi presentarsi davanti alle telecamere (anche se è decisamente allarmante il fatto che qualcuno abbia voluto condannare Cirillo per essersi presentato davanti alle telecamere ed addirittura alcuni dirigenti della sua società abbiano tentato di dissuaderlo dal suo proposito fino a pochi attimi prima della diretta televisiva), come non sarà toccato il problema che Materazzi non aveva titolo per essere né ai bordi del campo né negli spogliatoi, dal momento che, essendo infortunato, non era presente nella distinta dei giocatori consegnata all’arbitro; per questa ragione l’Inter ha ricevuto comunque un’ammenda di cinquemila Euro. Ci limiteremo ad analizzare dal punto di vista giuridico l’episodio, sia per quanto riguarda la qualificazione penale dell’atto, sia in relazione alla concessione o meno della deroga alla clausola compromissoria, anche se difficilmente la vicenda avrà un seguito penale: poco più di una settimana dopo l’episodio i due protagonisti si sono incontrati per chiarirsi e Cirillo ha dichiarato di aver perdonato il collega, rinunciando alla denuncia. Prima di tutto occorre chiarire che l’episodio ha rilevanza penale: non ci sono dubbi che un pugno sferrato a freddo nei confronti di un’altra persona possa integrare una fattispecie prevista dal codice penale, dalle percosse alle lesioni personali a seconda delle conseguenze fisiche patite dall’offeso 39 . Nel caso di specie la condotta del difensore dell’Inter può essere inquadrata nel reato ex 582 c.p., riguardante le lesioni personali dolose, senza aggravanti specifiche dal momento che la ferita di Cirillo è stata giudicata guaribile in dieci giorni. 39 È priva di qualsiasi fondamento, logico e giuridico, l’affermazione di un noto giornalista sportivo, Giancarlo Dotto, presente ad una trasmissione sportiva nella quale si commentava l’episodio, secondo cui il terreno di gioco ed il tunnel che conduce agli spogliatoi rappresentano una zona nella quale i codici non hanno alcun valore.
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Violenza sportiva e diritto penale

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Pinamonti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gabriele Fornasari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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