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Violenza sportiva e diritto penale

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14 troverebbe preclusa la possibilità di svolgere qualsiasi incarico all’interno della FIGC, anche se volesse semplicemente allenare una formazione giovanile. Abbiamo così analizzato le possibilità di sviluppo dell’episodio, e non si può fare a meno di notare come l’ordinamento sportivo disincentivi in maniera decisa il ricorso alla giustizia ordinaria: normalmente le deroghe alla clausola compromissoria vengono concesse per fatti di ingiuria o diffamazione, e comunque con maggior favore per le controversie civili rispetto a quelle penali. La clausola compromissoria rappresenta quindi un meccanismo molto efficace dal punto di vista del mantenimento dell’autonomia dell’ordinamento sportivo dal punto di vista dell’amministrazione della giustizia: i tribunali ordinari ne hanno sancito la legittimità, almeno entro determinati limiti 43 . Resta da capire fino a che punto possa essere accettata una tale soluzione, visto il crescente degrado del mondo sportivo, soprattutto per quanto riguarda quello professionistico del calcio, che in questi ultimi anni ha dato parecchi spunti ai detrattori della disciplina: basti pensare agli interventi eccessivamente violenti 44 , al doping farmacologico e a quello c.d. “amministrativo” 45 . Il problema consiste nel trovare una mediazione ragionevole tra il sistema così come è concepito adesso e l’estremo opposto, che potrebbe vedere la normale sanzionabilità penale di tutti i comportamenti corrispondenti alle fattispecie astratte della normativa penale: un sistema che sarebbe inaccettabile vista la valenza rivestita dalla pratica sportiva nel nostro ordinamento. Va poi considerato che l’instaurazione di un procedimento penale non comporta l’automatica condanna: uno dei principi fondamentali a cui è improntato il nostro sistema processual-penalistico è quello della presunzione di non colpevolezza 46 : nel procedimento penale semplicemente si farà luce su tutti gli aspetti della condotta esaminata, e sarà il giudice a dover stabilire, anche con l’ausilio di consulenti e periti, se questa va considerata normale all’interno della disciplina sportiva oppure se rappresenta qualcosa di patologico. 43 Cfr. cap. 7.1. 44 Un chiaro esempio lo si è avuto nel corso di Roma-Juventus dell’8 febbraio 2004, con il difensore juventino Pablo Montero che ha colpito Francesco Totti con un calcio alla tibia molto violento: è quasi superfluo far notare che in casi come questi il rischio di una frattura è molto alto e che normalmente lesioni di questo tipo richiedono più di sei mesi di stop all’attività agonistica. 45 Alcune squadre iscritte al campionato di serie A 2003/2004 non avrebbero avuto titolo a partecipare, dal momento che le garanzie finanziarie richieste per l’iscrizione si basavano su fideiussioni false o su bilanci falsificati; senza contare che esistono società che non pagano regolarmente gli stipendi ai giocatori, che spesso sono di livello superiore a quello di altre formazioni che invece rispettano le prescrizioni normative. 46 Art. 2 Cost.: “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
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Violenza sportiva e diritto penale

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Pinamonti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gabriele Fornasari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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