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La foto come notizia - Storia, successo, crisi e limiti del fotogiornalismo

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10 sociale comincia ad imitare gli stili di vita dell’aristocrazia; e tra gli status symbol mutuati dall’antica classe dominante, emerge quello del ritratto di famiglia 6 . Ma a differenza dei nobili, gli appartenenti alla nuova classe sociale si distinguono per la propensione verso la parsimonia, pertanto anche l’iconografia familiare deve essere preferibilmente a buon mercato. Di qui, la necessità di poter riprodurre facilmente ogni pezzo in diversi esemplari. Stessa necessità che si afferma anche nel campo editoriale, poiché libri e periodici illustrati venivano richiesti in misura crescente 7 . A cavallo tra i due secoli citati, un rinnovato interesse verso i fenomeni di fotochimica (già noti per altro fin dall’antichità), porta gli scienziati a scoprire che alcuni elementi, quali il cloruro e il nitrato d’argento, diventano scuri dopo essere stati esposti al sole. La scoperta della fotografia è dunque ad un passo. Chi arrivò più vicino di tutti, senza però ottenere successo, fu il geniale quanto sfortunato scienziato Thomas Wegwood. In collaborazione con Sir Humphrey Davy, ideò un sistema per catturare immagini su lastre di vetro, ma non un sistema per fissare definitivamente le silhouettes così ottenute. Fu invece Nicéphore Niepce colui che per primo riuscì a fissare l’immagine in maniera semipermanente: nel 1824 inventò il processo eliografico 8 , mente la prima eliografia di cui abbiamo documentazione risale al 1826. Nel 1829 divenne socio di Louis Daguerre, il quale continuò l’attività di sperimentazione anche dopo la sua morte. Nel 1838 Daguerre inventa la dagherrotipia, ed è una vera e propria rivoluzione. Non tanto dal punto di vista tecnico, anche se le innovazioni furono rilevanti: i tempi di posa si riducevano drasticamente, e soprattutto il fissaggio con bisolfito di iodio rendeva le immagini permanenti. Il dagherrotipo, il cui processo fu reso noto nell’agosto 1839, divenne piuttosto una vera e propria moda (la “dagherrotipomania”) e un grande successo commerciale, grazie anche alle qualità “imprenditoriali” di Daguerre, che non esitò a servirsi della pubblicità e di un buon patrocinatore 9 . L’invenzione fu accolta con entusiasmo, e sottoposta a vari tentativi di miglioramento ma non mancarono le preoccupazioni: degli artisti che temevano di ritrovarsi senza lavoro; e degli ambienti più reazionari che ne temevano la portata 6 R. Chini, op. cit., p. 401 7 ibid. 8 ‘Photographer Nicephore Niepce’, [www.niepce.com/pagus/pagus-inv.html] (20 novembre 2004) 9 R. Chini, op. cit., pp. 402-403
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La foto come notizia - Storia, successo, crisi e limiti del fotogiornalismo

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Informazioni tesi

  Autore: Miriam Sabolla
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Mario Bottaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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