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Storia diplomatica della questione cipriota e sua incidenza sui rapporti euro-turchi

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2 Capitolo I Le origini del conflitto In termini strategici e militari, l’importanza di Cipro è antichissima. L’isola si trova infatti a 70 Km dalle coste anatoliche e a 100 da quelle siriane e, in quanto cuore del Mediterraneo orientale, può essere vista come un vertice di tre triangoli geopolitici: 1) Cipro-Mar Nero-Mar Caspio, 2) Cipro-Mar Caspio-Golfo Persico, 3) Cipro-Nord Africa- Europa 1 . L’isola fu poi considerata fin dall’antichità una base navale fondamentale per il controllo della Fenicia e, soprattutto, dell’Egitto, la validità di questo schema strategico essendo confermata ancora in epoca moderna con la presa ottomana di Famagosta nel 1571. É inoltre a partire da questa data che la presenza turca a Cipro comincia ad assumere una certa, seppur minoritaria, consistenza, innestandosi comunque su un territorio demograficamente greco e culturalmente ellenico. Storicamente, infatti, la cifra culturale cipriota è stata rappresentata dall’ellenismo, veicolato da ultimo dalla religione cristiana e dalla confessione ortodossa in particolare. Quantunque fondata da Paolo e Barnaba e riconosciuta autocefala nel 431 e 480, la Chiesa cipriota ha mantenuto costanti e stretti rapporti sia con la Chiesa greca sia, ovviamente, con il patriarcato di Costantinopoli. D’altro lato, nel corso delle varie dominazioni straniere che si sono succedute a Cipro, la Chiesa ha costantemente rappresentato l’autorità morale e soprattutto la struttura organizzativa di riferimento per la popolazione dell’isola, mentre, parallelamente, la fede e la pratica del culto rappresentavano i principali elementi identitari. La conquista ottomana non ha sostanzialmente modificato questo quadro. Al contrario, le autorità di Costantinopoli riconobbero il carattere perfettamente auto-organizzato dei ciprioti, istituendo il millet appunto cipriota, fatto questo abbastanza singolare, se si considera che il principale parametro che la Sublime Porta adottava per la costituzione di un millet era quello etnico-religioso 2 : da questo punto di vista, infatti, la popolazione autoctona di Cipro fra il 1500 e il 1600 non differiva particolarmente da quella delle province greche. È tuttavia verosimile che in questo riconoscimento di una “specificità cipriota” avessero un particolare peso l’insularità di Cipro e soprattutto la sua posizione geografica, eccentrica rispetto all’area greco-egea. Il dominio britannico: divide et impera Un tournant majeur nella storia di Cipro e del Mediterraneo orientale è rappresentato dal Congresso di Berlino del 1878 che, in seguito alla crisi orientale e alla guerra russo-turca del 1875-’78, ridisegnò la mappa geopolitica dei Balcani. Come contropartita all’espansione russa in Asia da un lato e al proprio impegno difensivo nella regione dall’altro, la Gran Bretagna impose infatti al sultano la cessione dell’isola: con la Convenzione firmata fra le due potenze il 4 giugno 1878, l’Impero ottomano manteneva la 1 Cfr A. Theofanous, “The Cyprus Problem and its Implications for Stability and Security in the Eastern Mediterranean” in D. Keridis-D. Triantaphillou, Greek-Turkish relations in the era of globalization, Erndon, 2001. 2 “Millet” è tradizionalmente tradotto con il termine “nazione”. In origine era esclusivamente l’appartenenza religiosa che caratterizzava un millet (come del resto il singolo suddito ottomano), per cui si ebbero un millet musulmano, uno ortodosso, uno armeno-greco, uno ebreo, uno cattolico e, più tardi, uno protestante.
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Storia diplomatica della questione cipriota e sua incidenza sui rapporti euro-turchi

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Cavallo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Danilo Veneruso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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