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Terre di Islam. Italia e Francia nel mutare di un rapporto.

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15 conservavano l’ideale di espansione. Mancava l’appoggio dell’opinione pubblica ed un disegno politico del governo. Questo almeno fino al 1876, quando una serie di fattori, agenti su tutte le potenze europee ed il verificarsi di condizioni particolari in Italia, portarono al rilancio di quel idea imperialista e coloniale che condizionò la politica italiana e del continente nei decenni seguenti. Il ruolo delle società geografiche divenne qui come ovunque assolutamente rilevante. La “Società geografica italiana” venne rilanciata e nel 1877 venne fondato “L’esploratore”, primo periodico veramente coloniale, che divenne nel 1879 l’organo ufficiale della neonata “Società d’esplorazioni commerciali in Africa”. Alla fine degli anni ‘70 l’economia italiana conobbe un nuovo sviluppo, e la borghesia del nord cominciò ad interrogarsi sulla convenienza di una politica coloniale di espansione. Industriali e commercianti crearono quindi nel 1880 la prima società rivolta specificatamente all’Africa equatoriale e all’ Abissinia, la “Società italiana di commercio con l’Africa”. Insieme alle diverse spedizioni esplorative che si avvicendarono in Africa ed altrove, prese corpo un diffuso interesse per l’esotico. Sempre più erano gli italiani che sognavano di trovare nell’ emigrazione i mezzi per una vita più agiata. Il numero degli italiani che nel 1880 lasciò l’ Italia per cercare fortuna superò le centocinquantamila unità e negli anni successivi la media annua dei patenti comprese un numero sempre maggiore di emigranti definitivi. Politici e letterati vedevano l’emigrazione di massa come un tradimento degli sforzi risorgimentali, come un fenomeno contrario alle ambizioni dell’Unità ed in tal senso auspicavano un emigrazione nazionale verso terre divenute italiane. Vi era poi la “questione tunisina” e gli interessi italiani nella Reggenza, sviluppati dopo il trattato del 1868. Gli sforzi del governo e della stampa per affermare l’influenza italiana sul territorio tunisino furono grandi e vani al contempo. L’intervento militare francese del 1881 segnò la fine delle speranze italiane e provocò grande frustrazione nella penisola. La crisi ebbe conseguenze sia sul piano esterno, con un riavvicinamento alla Germania e all’Austria, sia su quello interno, con la caduta del governo Cairoli nel 1882. Lo smacco diede comunque nuovo slancio all’ideologia coloniale ed allo spirito rivendicativo all’origine di alcune delle azioni coloniali italiane.
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Terre di Islam. Italia e Francia nel mutare di un rapporto.

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Marchesini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giuseppe Anzera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 331

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