Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il tram-treno: un segno attraverso la città diffusa

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

6formazione o nodi funzionali, tutti fortemente interconnessi e dipendenti 7 . Tale assetto è conseguenza di un lento e costante processo di metropolizzazione a carattere diffuso, partito dalle grandi città ma trasferitosi poi su tutto il territorio; in Italia si possono ricordare il rapporto tra Napoli ed i comuni costieri della provincia o l’assetto territoriale dell’asse centrale del Veneto. Sul territorio nazionale la metropolizzazione diffusa ha però assunto, causa la lunga esperienza urbana, una forma meglio definibile come città diramata:la presenza di moltissimi centri abitati di piccole e medie dimensioni dispersi su tutto il territorio nazionale ha avuto funzione di guida alla dispersione. La localizzazione delle nuove strutture abitative rispetta quindi linee guida derivanti dalla morfologia del territorio o dalla struttura dei centri preesistenti; non mancano in ogni caso esempi di crescita assolutamente disorganica, mentre rimane come fattore negativo comune, peculiare della realtà nazionale, un fortissimo sbilanciamento del sistema di mobilità a favore del trasporto individuale. Secondo l’analisi di Secchi [6], l’urbanizzazione diffusa sul territorio nazionale è stata favorita da una politica implicita di mobilitazione individualistica 8 : essa, avvallata da un cospicuo e rischioso ricorso alla deregolamentazione, ha da un lato consentito l’emergere di condizioni del mercato edilizio e del lavoro tali da rendere gli individui sempre più disponibili, per convenienza economica, al trasferimento verso aree marginali, dall’altro non è stata però capace di fornire alcun tipo di guida nella nascita di un sistema troppo complesso per riuscire a regolarsi autonomamente. Riguardo al simile assetto territoriale diffuso nel territorio Nordamericano, lo sprawl, Sudjic evidenzia come sia errato parlare di tali aree sia come semplici propaggini passive delle grandi città sia come comunità a sé stanti, anche se morfologicamente inorganiche [7]: la natura e l’intensità delle relazioni che si creano tra i diversi punti di questa rete dalla maglia molto larga sono infatti estremamente variabili e discontinue. Il progressivo affrancamento da logiche di dipendenza gerarchica delle aree di città diffusa ne ha sottolineato la grande dinamicità culturale ed economica, rendendole luogo di evoluzione indipendente: dal punto di vista della morfologia fisica esse presentano strutture per i trasporti, i servizi ed il commercio spesso totalmente nuove nei loro caratteri o nella loro funzione sul territorio. Rispetto alla morfologia sociale esse sono invece il luogo di uno stile di vita post-moderno, basato ad esempio su un’abitazione non più fulcro della vita ma campo-base, caratterizzato da uno spazio di relazioni che ha perso il carattere fisico della distanza e che opera, quindi, su concetti di prossimità diversi da individuo a individuo. Si tratta, in sintesi, di un modello di città completamente nuovo che, abbandonato il principio di densità e di organizzazione nucleare, pone all’origine della propria coesione un’intensa rete di rapporti estesa attraverso un’area discontinua di dimensioni rilevanti 7 spesso centri abitati medi e piccoli giungono ad istituzionalizzare tali rapporti creando reti di città a forte sinergia funzionale, relativamente a cultura, servizi o infrastrutture, pur mantenendo una propria identità. Secondo questo approccio la Presidenza Italiana al Comitato per lo sviluppo spaziale dell’Unione Europea descrive il territorio nazionale attraverso quattro modelli insediativi: la città-regione, il sistema metropolitano policentrico, l’area metropolitana lineare costiera e l’area metropolitana monocentrica; cfr. Camagni et al., 1996 8 la dispersione enorme degli insediamenti produttivi e residenziali, che a partire dagli anni settanta ha dato vita alla città diramata ed al radicale mutamento dello stile di vita di molti italiani, origina da una politica orientata a sfruttare i disagi esistenti in città per mobilitare il singolo individuo a trovare, autonomamente ed in un nuovo contesto abitativo, la soluzione ai propri problemi;

Anteprima della Tesi di Andrea Alessandri

Anteprima della tesi: Il tram-treno: un segno attraverso la città diffusa, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Andrea Alessandri Contatta »

Composta da 245 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5373 click dal 22/06/2005.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.