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Immagine sacra, immagine profana. Lo sguardo antropologico

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14 “Quando donate, scegliete sempre il cibo migliore e date sempre due volte di più rispetto a quello che avete ricevuto”. E soprattutto “Il pensiero deve essere limpido: mentire a sé stessi costituisce un pesante imbarazzo”. «Ma tali pensieri non sono assimilabili ad una legge così come la conosciamo nella nostra cultura, né tanto meno sono permeati dallo spirito di giudizio morale tipico dei principali sistemi religiosi, i cui precetti implicano per lo più una relazione causa effetto ben precisa; questi sono cantati, perché è col canto che divengono realtà: gli aborigeni dividono già il cibo, non c’è, o non sembra che ci sia il bisogno di una legge che lo imponga o suggerisca. Sottoposto a questo appunto, un vecchio Wirinum (uomo medicina) una volta rispose: “certo che dividiamo: la condivisione è stata cantata!”» 4 Notiamo quindi che per gli Aborigeni il canto, oltre ad aver creato il cosmo, provvede a rinnovare la Creazione anche nel momento presente: essi cantano continuamente per vivificare in se stessi la Legge sacra, per rendere viva la creazione, per partecipare attivamente al lavoro cosmico. Se essi, ad esempio, non la cantassero, la condivisione non sarebbe possibile. 4 M. Mondini, Vita Primitiva (la visione come creazione del mondo), in www.movimentoarcaico.com

Anteprima della Tesi di Stefano Esposito

Anteprima della tesi: Immagine sacra, immagine profana. Lo sguardo antropologico, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Stefano Esposito Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.