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La letteratura fantascientifica in Portogallo: proposta di traduzione di “O Caçador de Brinquedos e Outras Histórias” di J. Barreiros

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14 credergli. Una settimana più tardi appare ai suoi ospiti in uno stato miserevole; dopo essersi cambiato e rifocillato in perfetta tranquillità, narra il suo viaggio nel tempo. Le sensazioni descritte sono particolareggiate, anche se il Viaggiatore ammette di non poterle comunicare esattamente. Sono sensazioni spiacevoli, gli sembra di essere su una montagna russa, tutto è veloce, vago, indistinto, fin quando non decide di fermarsi e il quadrante segna l’anno 802.701. Il resoconto del viaggio è altrettanto dettagliato, ricco di riflessioni sul mondo del futuro, completamente diverso da quello che si era immaginato leggendo le opere utopistiche, che prevedevano grandi progressi, per esempio nel campo dei trasporti. Il Viaggiatore lo descrive come se rivivesse le scoperte che faceva poco a poco, riportando le ipotesi che formulava e che via via modificava. Il mondo di quell’anno gli appare inizialmente un Eden, un vasto giardino, dove tutto nasce spontaneamente, abitato dagli Eloi: uomini alti circa 120 cm, simili a bambini, molto graziosi, ma anche molto fragili, innocenti, allegri, spensierati, indolenti, i quali dormono in gruppi, in grandi palazzi in rovina, che una volta dovevano essere riccamente decorati, e hanno un’alimentazione a base di sola frutta. Scoprirà pian piano che gli Eloi non sono i soli discendenti degli uomini: mentre la superficie è occupata dagli Eloi, la Terra è popolata da creature che ricordano vagamente gli uomini, ma che si muovono come scimmie, ragni e topi, pallidissimi, dagli occhi rossi, brillanti nel buio, timorosi della luce e del fuoco. Il Viaggiatore farà diverse ipotesi e capirà che l’uomo si è evoluto in due specie, che derivano dalla divisione (egli stesso sa che potrà sembrare paradossale, ma il suo ragionamento è esposto in maniera spaventosamente logica) delle classi di lavoratori e capitalisti: col tempo, la sicurezza materiale raggiunta con la diffusione dell’industria, deve aver addormentato lo spirito d’iniziativa e la curiosità dell’uomo, nonché la forza, che viene sviluppata soltanto in condizioni di necessità e precarietà; i ricchi e gli aristocratici a poco a poco devono essere diventati sempre più fragili e delicati e alla fine i lavoratori sfruttati, abituati alla vita buia delle industrie, spesso sotterranea, si sono evoluti in maniera diversa, fino a diventare la nemesi della classe aristocratica. I Morlock, infatti, abitano nel sottosuolo, ove vi sono macchine, e producono ciò che serve agli Eloi (ad esempio, scarpe e vestiti), per l’abitudine di produrre e servire (come automi, dice il Viaggiatore); allo stesso tempo gli Eloi sono come gregge al pascolo, felice, ben pasciuta, ma destinata al macello. Il Viaggiatore, infatti, capirà con orrore che i Morlock si cibano degli Eloi, nelle loro scorribande notturne, quando escono da pozzi del terreno. Il protagonista ironizza amaramente sul fatto che, nel futuro che immaginava tanto progredito, la sua salvezza è dipesa da una scatoletta di fiammiferi che aveva con sé e da un po’ di canfora, trovata fra le rovine di un museo: la luce e il fuoco spaventano e uccidono in un incendio molti Morlock, garantendogli la fuga. I Morlock, che avevano nascosto la Macchina del Tempo, tendono un agguato al Viaggiatore, ma questi si salva per un soffio e fugge, proiettandosi nel futuro, ancora più spaventoso: il Mondo sembra dominato da un crepuscolo eterno, il Sole è sempre più rosso, la Luna non c’è più, i pianeti sembrano più vicini, domina il silenzio, la Terra è occupata solo dal mare e dalla spiaggia, su cui però si muovono esseri giganteschi, inizialmente scambiati per scogli, simili a enormi granchi. Il Viaggiatore tornerà per fortuna nel suo anno, deluso da quanto ha visto, perché il progresso, se non se ne considerano le conseguenze, e la divisione in ceti sociali hanno condotto l’uomo alla fine. Quasi non crede di aver viaggiato nel tempo, ma ha con sé alcuni fiori bianchi di quel tempo, donatigli da Weena, una piccola Eloi che aveva salvato dall’annegamento e che successivamente era perita in un incendio, l’ultima notte nell’anno 802.701. I convitati non sembrano credergli, soprattutto i giornalisti. Il viaggiatore vuole comunque viaggiare ancora nel Tempo e portare delle prove. Il narratore apre la porta del laboratorio proprio quando il Viaggiatore sta partendo; viene investito da una corrente d’aria, percepisce un rumore di vetri che si spezzano, per un attimo scorge una figura spettrale seduta su una massa scura che gira

Anteprima della Tesi di Elizabeth Bernet

Anteprima della tesi: La letteratura fantascientifica in Portogallo: proposta di traduzione di “O Caçador de Brinquedos e Outras Histórias” di J. Barreiros, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Elizabeth Bernet Contatta »

Composta da 849 pagine.

 

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