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Agro-industria e sviluppo locale

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15 modernizzazione legati alla creazione di una serie di servizi civili e sociali, come ad esempio la costruzione di due strutture ospedaliere tra le più grandi del Meridione, e dallo sviluppo dell’industrializzazione, avviata a partire degli anni sessanta. Tuttavia, mentre Matera si qualifica più come centro di terziario tradizionale e di servizi per il commercio, Potenza assume connotati più marcati di centro di servizi con funzioni prevalentemente industriali [Viganoni 1992]. Inoltre, nel corso degli anni novanta, emergono una serie di piccoli centri, collocati nell’area Nord-occidentale (Lavello, Melfi, Rionero in Vulture e Venosa), che vanno assumendo sempre maggior peso economico e politico nello scenario regionale, a seguito delle scelte di alcuni grandi gruppi di decentrare la propria produzione in quest’area (la Barilla e la FIAT a Melfi). In ultimo, le molteplici iniziative in campo turistico che interessano la costa tirrenica e ionica e anche la parte meridionale della regione 6 , contribuiscono a ridurre il grado di gravitazione intorno ai due capoluoghi e, perciò, ad aumentare l’indipendenza rispetto a questi. Quindi la Basilicata da regione “senza città” viene progressivamente a configurarsi come una regione con “embrioni di città” [Viganoni 1992]. Per quanto riguarda, invece, le dinamiche demografiche, in via generale, la Basilicata è una delle regioni italiane meno popolose (597.768 abitanti al 2001) e con una densità demografica tra le più basse del Mezzogiorno (61 abitanti per kmq) 7 . Già a partire dagli anni cinquanta, la regione è attraversata da un significativo calo demografico (pari al 3%), e da un costante invecchiamento della popolazione, che persiste tuttora. Infatti, la diminuzione della popolazione e l’invecchiamento che ne consegue, si configurano come fenomeni molto accentuati 8 . Tuttavia, allo spopolamento generale provocato dalle massicce emigrazioni degli anni ’50 e ’70, si contrappongono aree, in prevalenza nella provincia di Matera, che fanno da contrappeso, come la fascia ionica. Si tratta di piccoli centri come Nova Siri, Policoro e Scanzano Jonico che registrano, oggi, oltre che una discreta presenza di popolazione giovanile, un tasso di natalità intorno al 20 per mille e un tasso migratorio positivo. Parimenti i centri della Val Basento, interessati da rilevanti processi industriali negli anni sessanta, mostrano 6 Sul versante tirrenico, troviamo il centro turistico di Maratea e i comuni di Lauria e Lagonegro; sul versante jonico la frazione di Metaponto e i centri di Bernalda, Pisticci, Policoro e Scanzano Jonico, infine nella parte meridionale confinante con la Calabria, vi è il Parco nazionale del Pollino. 7 La prevalenza di territorio montano ha come corollario la scarsa densità abitativa, superata soltanto dalla Valle d’Aosta e dal Trentino Alto Adige. Come termine di confronto, la densità abitativa media italiana è di 190 abitanti per Kmq, quella del Centro-Nord di 204 ab/Kmq e quella del Mezzogiorno di 168 ab/Kmq. 8 Infatti, questi fenomeni, in linea con l’andamento nazionale, registrano la percentuale più alta all’interno del Mezzogiorno.
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Agro-industria e sviluppo locale

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Informazioni tesi

  Autore: Vincenza Giancristiano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Carlo Trigilia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 224

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