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Il volo di Icaro 12 aprile 1961 Jurij Gagarin e il biglietto per il cosmo

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6 con gli stessi occhi, le stesse labbra e, naturalmente lo stesso sorriso di Jurij che permise le riprese di un lungometraggio sulla sua infanzia. Non ci si deve stupire che, quando il suo sorriso si è spento, tutti abbiano pianto, sia ricchi che poveri, credenti e non, bianchi e neri. Proprio perché il pensiero generale di quei tempi felici all’insegna delle concessioni Cruščëviane, era: in fondo si può piangere, però è meglio non farlo!. Il fenomeno che ruota attorno al discorso gagariniano deve essere considerato, inoltre, alla luce della nuova interpretazione delle due categorie estetiche di byt e di bytië. Se per byt si intende tutto ciò che riguarda la quotidianità, nei suoi aspetti materiali, tangibili, concreti, il bytië è la spiritualità russa, la духовность (duchovnost’). Il bytië ha la capacità di sollevare l’anima dal peso del corpo qualora il corpo sia visto come qualcosa di negativo, anche se il bytië non può sempre vantare di avere un aspetto positivo; l’idelogia sovietico-staliniana, per esempio, rappresentava un tipo di bytië che elevava tutto, qualsiasi oggetto, per portarlo a simbolo di perfezione socialista. Con la destalinizzazione si ha un’inversione di rotta che porta al recupero del byt, al godimento della vita per un piacere tangibile, non dimenticando, però, che l’estetica del dare valore alle cose da poco proclamava in realtà che non esistevano cose da poco, poiché ogni cosa aveva il valore per cui era stata creata. In questa ventata di cambiamento rientrano anche i valori concettuali di низкое (nizkoe) e высокое (vysokoe). Tutto il materiale culturale che era proprio di una visione del mondo dal punto di vista del nizkoe, cioè tutte le idee, i concetti, le visioni, i comportamenti volgari, rozzi che in epoca prestaliniana e soprattutto staliniana non erano nemmeno considerati “letteratura”, ora hanno libero accesso nell’ambito del vysokoe. Se prendiamo in considerazione l’aspetto comportamentale della грубость (grubost’), esso denota un tipo di approccio brusco, non affettato, senza concessioni alle convenzioni della “buona educazione 4 ”, spoglio da sovrastrutture e finzioni 4 Nel contesto del Realismo socialista, la kul’turnost’ (attributo dell’essere acculturato) si contrapponeva all’essere non-acculturato, non civilizzato, come poteva esserlo un contadino. La degenerazione di questo concetto risale al periodo del sistema di valori staliniano, dove la kul’turnost’ (versione derivata di kul’tura), diventa il meglio che la meščanstvo (volgarità) staliniana poteva fare, per riprodurre la “cultura alta”, un tempo, prerogativa dell’intelligencija russa. (Cfr. Sheila Cornell, The Cultural Front. Power and Culture in Revolutionary Russia, Ithaca and London, University Press, 1992, pp. 216-237).

Anteprima della Tesi di Savina Tamborini

Anteprima della tesi: Il volo di Icaro 12 aprile 1961 Jurij Gagarin e il biglietto per il cosmo, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Savina Tamborini Contatta »

Composta da 310 pagine.

 

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