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Dal cervello subcognitivo al progetto di un software per il Knowledge Management. La teoria della complessità applicata alla rappresentazione e valorizzazione della conoscenza.

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15 gestaltiche e si fonda sulle dinamiche emergenti scaturite dalla presenza di una rete di sistemi; insomma, trova molti suoi postulati nella comunicazione tra le entità. E’ evidente, dunque, che uno studente delle discipline legate alla comunicazione sia giocoforza notevolmente attratto in questi territori poco «sminuzzati», piuttosto che uno studioso di discipline matematiche, fisiche o naturali. . 5  , . Parlare di teoria della complessità è di per sé veramente… complesso. Si tratta, infatti, di un pensiero che ha ben poco da condividere con sistemi di postulati e definizioni lucenti. Al fine di questo lavoro è tuttavia sufficiente una trattazione sintetica che renda atto dell’opportunità del suo utilizzo. Possiamo individuare una certa sensibilità per la complessità già negli intenti programmatici della cibernetica negli anni ’40. Al tempo, personaggi provenienti da universi assai eterogenei8 come l’antropologo G. Bateson, e uomini di scienze «dure» del calibro di J. Von Neumann, W. Weaver e N. Wiener9 optarono per una ricerca multidisciplinare in grado di fare più luce sulle infinite sfaccettature della comunicazione dei sistemi10, unificandone la definizione. In breve, la cibernetica intendeva studiare e riprodurre i «meccanismi con cui uomini, animali e macchine comunicano con l’ambiente esterno e lo controllano»11. Il cardine teorico era costituito dal principio di retroazione (feedback) in base al quale l’output del sistema del momento «t-1» rientra in esso insieme agli altri input ambientali nel momento «t», permettendo al sistema il confronto con il proprio output precedente e la correzione dell’azione per il futuro. La cibernetica fu decisiva nell’avvicinamento tra la cultura strettamente umanistica e quella scientifico-tecnologica, mondi prima vicendevolmente idrofobi; il linguaggio 8 «Le discipline coinvolte nella cibernetica furono: ingegneria, fisica, biologia, filosofia, psicologia, sociologia, antropologia», Mauro Annunziato 2004. 9 Matematico, creatore del termine cibernetica, intesa come: «scienza della comunicazione e del controllo». Nel 1943 firma la pubblicazione Behavior, purpose and teleology in cui appare la definizione di comunicazione citata qui, e in cui viene identificato l’elemento comune alle diverse tipologie di oggetti studiati dalla cibernetica: la presenza di relazioni. Il mondo, per i cibernetici, è un insieme di relazioni, scambio e circolazione d’informazioni; ovvero “mediazione”. 10 Una definizione di «sistema» compatibile con la teoria della complessità potrebbe essere: «un complesso di componenti elementari collegate in qualche modo tra loro così da formare un tutto organico per il quale si possono costruire delle simulazioni». 11 Definizione di LucaFini, esperto di cibernetica e automatismi (fonte: www.vialattea.net).

Anteprima della Tesi di Francesco Galvani

Anteprima della tesi: Dal cervello subcognitivo al progetto di un software per il Knowledge Management. La teoria della complessità applicata alla rappresentazione e valorizzazione della conoscenza., Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Galvani Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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