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Dal cervello subcognitivo al progetto di un software per il Knowledge Management. La teoria della complessità applicata alla rappresentazione e valorizzazione della conoscenza.

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14 acquisiranno più importanza gli stimoli visivi e la compagnia di altri individui della stessa specie piuttosto che la presenza di fito-plancton nelle pozze d’acqua. Ebbene, il quesito alla base di questo lavoro di tesi è evidente. Esiste un vasto ed imbarazzante6 territorio da analizzare (l’universo delle conoscenze) e varie parche metafore per la descrizione del medesimo. Alcune di queste metafore (come le diverse psicologie: freudiana, cognitiva, sociale, …) sono ampie ma piuttosto insensibili ai particolari; mentre altre, come la chimica, sono molto accurate, ma profondamente ancorate ad alcuni aspetti del problema (come l’analisi delle molecole che, a livello delle sinapsi, permettono lo «stoccaggio» dei ricordi). Per uscire dall’empasse esistono molte valide soluzioni, tra cui la più semplice è probabilmente la scelta preventiva e «politically correct» di dedicarsi solo ad un piccolo aspetto del problema, lasciando onestamente a qualcun altro altre aree. Com’è risaputo, ciò ha il vantaggio del «metodo»: isolando poche variabili ci si può avvalere di strumenti storicamente stratificati e legittimati come il metodo scientifico. Ma lo scotto da pagare sono i danni collaterali del «bisturi epistemologico»: isolare vari aspetti di un problema complesso implica il rischio di tranciare qualche variabile critica (che può dare tanti danni quanto tagliare l’aorta). Postulato che tale rischio esiste sempre e comunque in ogni tipologia di analisi, in questo documento ho ritenuto ragionevole tentare una fresca e poco conosciuta strada epistemologica che fa dell’approccio sistemico, multi-livello, e poco invasivo la sua ragion d’essere: la teoria della complessità7. Il primo capitolo si concentrerà, in via propedeutica, sull’analisi e sui possibili vantaggi derivanti da tale proposta. Lo scopo non è certamente dimostrare la superiorità assoluta di questo strumento sulle discipline tradizionali, ma semplicemente dare atto di un paradigma di analisi importante ancora poco conosciuto nel nostro paese ma, a mio personale parere, fertile, assolutamente secolarizzato ed in «linea con i tempi» dal punto di vista epistemologico. Per correttezza metodologica ritengo conveniente ricordare la poca neutralità del sottoscritto al tema: come si capirà ben presto, la teoria della complessità ha radici 6 Si pensi alla complessità del solo cervello: «Il cervello umano è il sistema naturale più complesso esistente nell’universo conosciuto», E. Goldberg, l’anima del Cervello (vedi bibliografia). 7 Non ho scelto questo approccio a priori. Ho scoperto la teoria della complessità solo a lavoro inoltrato, ma la sua capacità di semplificare e dare un assetto coerente al tutto mi ha implicitamente costretto ad abbandonare le altre strade.

Anteprima della Tesi di Francesco Galvani

Anteprima della tesi: Dal cervello subcognitivo al progetto di un software per il Knowledge Management. La teoria della complessità applicata alla rappresentazione e valorizzazione della conoscenza., Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Galvani Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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