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La testimonianza indiretta nel processo penale

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5 procedura penale: in pratica il testimone, che in precedenza poteva considerarsi come un interlocutore privilegiato del giudice, diviene in questo nuovo scenario una sorta di strumento di ricerca della verità. Ricerca peraltro affidata essenzialmente alle parti, come accennato, attraverso una verifica e quasi un’esegesi dell’escussione diretta del testimone, che mira non solo a valutare la sincerità della persona che depone, ma anche la corrispondenza tra pensiero e relative espressioni verbali da quella usate, e inoltre la rispondenza tra la sua rievocazione e quella che si presume sia stata la relativa percezione originaria. Un primo problema da porsi, nell’esame della figura in questione, è proprio quello della definizione della testimonianza. Coerentemente alla percezione comune, per cui è testimone di un certo evento colui il quale l’abbia personalmente percepito coi propri sensi, la testimonianza è costituita da una “dichiarazione, positiva o negativa, di verità, resa davanti al magistrato penale, da una persona […] diversa dai soggetti principali del processo penale, circa percezioni sensorie ricevute dal dichiarante fuori del processo attuale, relativa ad un fatto passato, e diretta allo scopo della prova, cioè all’accertamento della verità” 1 . Una simile definizione si può considerare valida e condivisibile ancora oggi, anche dopo la l. 63/2001 sul giusto processo, la quale, in applicazione dell’art. 111 Cost., introduce la possibilità che assuma l’ufficio di testimone l’imputato in un processo connesso o collegato: infatti le dichiarazioni di un simile teste, rimossa la causa di incompatibilità, provengono da un soggetto che è sì parte, ma in un altro e diverso procedimento. Così considerata e definita la testimonianza in senso proprio, si deve concludere che non possano concettualmente includersi in tale categoria quelle dichiarazioni con cui si riferiscono percezioni non proprie. Perciò risulta necessario distinguere dalla figura della testimonianza “propria” quella della testimonianza indiretta, definita anche de relato, che è quella resa da chi, non avendo personalmente percepito il fatto oggetto della dichiarazione, ne ha invece avuto conoscenza dal racconto di altre persone, o attraverso forme di 1 V. MANZINI, Trattato di diritto processuale italiano, Torino, 1970.

Anteprima della Tesi di Roberto Matta

Anteprima della tesi: La testimonianza indiretta nel processo penale, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberto Matta Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.