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Salvia miltiorrhiza: aspetti botanici, fitochimici e biologici

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2 apre in due labbri: quello superiore, formato da due petali, concavo o spianato, quello inferiore trilobato, con il lobo centrale più grande. Il colore della corolla varia molto secondo la specie: dal bianco al giallo, all’arancio, al rosso, dal porpora, all’azzurro, al blu, al violetto, al viola in moltissime sfumature e a volte con macchiettature evidenti. L’Androceo è costituito da due stami fertili e due stami sterili, rudimentali o mancanti. Il Gineceo è bicarpellare con ovario supero diviso in quattro lobi fra mezzo ai quali è inserito lo stilo. Il frutto è del tipo schizocarpo: a maturità si separa in quattro acheni (tetrachenio) che rimangono nel fondo del calice. Le piante possono essere bianco-lanose, glandoloso-irsute o glandoloso-vischiose. Le fioriture delle diverse specie e varietà possono abbracciare tutto l’arco dell’anno e sono di lunga durata. (3, 4) Sebbene le specie appartenenti al genere Salvia siano comuni in tutto il mondo, esse sono maggiormente concentrate in 3 aree: in Europa (nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo), nell’Asia sud-orientale e nell’America centro-meridionale. (2) Il nome “salvia” deriva dal latino “salveo” (salvus), dal verbo “salvare”, in riferimento alle proprietà curative della specie sicuramente più conosciuta ed utilizzata, la Salvia officinalis L., di cui possiamo trovare numerose testimonianze. Dai Romani veniva chiamata anche “Herba sacra”,

Anteprima della Tesi di Elena Radici

Anteprima della tesi: Salvia miltiorrhiza: aspetti botanici, fitochimici e biologici, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Farmacia

Autore: Elena Radici Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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