Osservare chi guarda. Il medium televisivo negli studi di antropologia culturale

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5 1.2. Gli studi sui mass media La ricerca sui media e sulla loro influenza all’interno della società è un campo di studio abbastanza recente, nato negli Stati Uniti durante gli anni Venti. La grande efficacia riscontrata dalla propaganda bellica durante il primo conflitto mondiale e la notevole crescita della pubblicità commerciale stimolarono moltissimo l’interesse degli studiosi dando vita a numerose ricerche. I primi studi psicologici e sociologici determinarono l’affermarsi di una teoria che considerava i media come potenti strumenti di persuasione, nei confronti dei quali le persone risultavano indifese: gli spettatori erano visti come epifenomeni di forze attive altrove, come ad esempio gli apparati statali o le industrie culturali, che trasmettono una loro verità e una loro ideologia convinti che il pubblico passivamente recepisca il messaggio e lo approvi 1 . Questa teoria – “teoria dell’ago ipodermico” – definita ironicamente bullet theory (o “teoria della pallottola magica” con chiari rimandi all’efficacia dei messaggi lanciati sulla gente, quasi come se fossero “proiettili magici”), può essere riassunta in tre punti fondamentali (Cheli 1999): 1) Il pubblico dei media è costituito da una massa indifferenziata e atomizzata di individui. 2) Qualsiasi messaggio costituisce un potente e immediato fattore di persuasione. 3) Gli individui sono indifesi nei confronti dei messaggi a loro rivolti. Secondo la bullet theory il comportamento delle persone è determinato da meccanismi biologici di natura ereditaria e quindi tutti rispondono in modo uniforme a uno stesso stimolo; concezione questa, fortemente influenzata dagli studi di psicologia e sociologia dell’epoca, che vedevano l’individuo singolo come privo di una qualsiasi autorità, del tutto dipendente da schemi istintuali, meccanismi imitativi, stimoli suggestivi. Ne consegue che la propaganda e la pubblicità tramite mass media 1 E’ opportuno precisare che i termini comunicazione e persuasione vennero diffusamente utilizzati dagli studiosi per riferirsi all’oggetto di studio solo verso la metà degli anni Quaranta. In precedenza i termini convenzionalmente adottati erano quelli più ristretti di propaganda e di impatto sull’opinione pubblica.

Anteprima della Tesi di Diana Castelfranco

Anteprima della tesi: Osservare chi guarda. Il medium televisivo negli studi di antropologia culturale, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Diana Castelfranco Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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