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Analisi delle figure femminili nel cinema di Rainer Werner Fassbinder

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14 critica radicale al modello capitalista degli anni Cinquanta, che a loro parere è la causa principale del disastro della cultura nell’epoca di Adenauer 13 . Questo atteggiamento, già delineatosi al tempo del collettivo dell’Antiteater, diviene ancora più esplicito nei cosiddetti gangster film, dove - attraverso l’immissione della soggettività nel materiale filmico - prende forma l’ipotesi di trasformazione radicale della vita a partire dalla libera espressione della creatività individuale come condizione di un ritorno alle origini della storia. I film di Fassbinder si inseriscono appieno in questa crisi radicale della società, secondo due direttrici: da una parte ci mostrano un passaggio epocale, cioè il disgregarsi dei modelli sociali in Europa secondo un capitale della macchina e del petrolio; dall’altra il sorgere di un benessere ampiamente diffuso fra larghe fasce della popolazione 14 . Tale cambiamento significa anche sviluppo di nuove soggettività e gli autori del Nuovo Cinema Tedesco - in primis Fassbinder - non hanno fatto altro che analizzare e portare alle estreme conseguenze il discorso che tali soggetti producono. Dai primi cortometraggi fino a Querelle, assistiamo alla messa in scena dei rapporti sociali che sono soprattutto rapporti d’amore e rapporti economici, tra necessità materiali e paure inconscie. Infatti le teorie e i concetti che definiscono in maniera univoca i rapporti di classe sembrano scomparire alla fine degli anni Settanta e i suoi film narrano proprio di tale riorganizzazione del sociale e dei nuovi meccanismi spesso perversi che si creano nelle relazioni fra gli uomini 15 . Dunque, trionfo della piccola e media borghesia tedesca dal dopoguerra agli anni Ottanta, progressiva finanziarizzazione della società, xenofobia e 13 «...penso che in Germania si stia tornando indietro...e questo dimostra anche che nel 1945, quando è finita la guerra e il Terzo Reich, non sono state sfruttate tutte le possibilità che la Germania aveva per trasformarsi radicalmente. L’ho anche scritto a suo tempo nella Zeit: che alla fin fine, le strutture e i valori su cui si basa lo Stato, l’odierna democrazia, sono rimasti fondamentalmente gli stessi di prima. A ciò si aggiunga che stiamo passando una fase di involuzione verso un tipo di Stato in cui non vorrei affatto vivere...» “Per un nuovo disordine creativo”, intervista a cura di Peter W. Jansen in Tutti i film di Fassbinder, a cura di Enrico Magrelli e Giovanni Spagnoletti, Ubulibri, 1989. 14 Paolo Vernaglione, op.cit., p. 99. 15 «Mentre l’intera realtà mutava rinchiudendosi, Fassbinder accumulava e produceva materia scottante e non gestibile e lo faceva lavorando sul rimosso, su ciò che nessuno voleva e vuole vedere e di cui non vuol sentir parlare. Il rimosso al lavoro potrebbe essere il processo con cui identificare questo cinema e questo lavoro si riferiva tanto alla condotta degli individui tra loro, quanto a quella della società ed a quella della storia generale. Paolo Vernaglione, op.cit., p 43.

Anteprima della Tesi di Elisabetta Maria Elena Buttiglione

Anteprima della tesi: Analisi delle figure femminili nel cinema di Rainer Werner Fassbinder, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisabetta Maria Elena Buttiglione Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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