Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Caratterizzazione geologica, mineralogica e geochimica di vulcaniti alterate per la formazione di ceramiche vetrificate, Caprile (prov. di Biella)

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Riassunto 5 Questo lineamento è composto da un sistema di faglie subparallele trascorrenti a movimento destrorso con un chiaro rigetto verticale e un evidente rigetto orizzontale, disposto lungo una direttrice E-NE. Questo sistema è stato sicuramente attivo durante il Terziario ma esistono evidenze di una sua attività sin dall’epoca ercinica. Nell’area di cava le rocce esposte sono rappresentate essenzialmente da facies di flusso piroclastico ( ignimbriti riolitiche più o meno alterate) a cui si associano facies detritiche a granulometria ruditica. La parte settentrionale della cava è caratterizzata da depositi ignimbritici violacei massici con scarse evidenze di strutture di flusso ed apparentemente non alterati. La parte centro-meridionale è invece caratterizzata da rocce tufaceo-ignimbritiche di colore da grigio a bruno, spesso completamente afiriche, le quali risultano variamente alterate in un materiale microcristallino rosa, che rappresenta il prodotto di alterazione più vistoso. Tutto l’ammasso roccioso risulta intensamente fratturato e brecciato secondo sistemi di giunti e fratture concordi con le direttrici della vicina Linea della Cremosina. Nella parte centrale della cava, l’alterazione rosa sembra essere sviluppata a partire proprio dai sistemi di diaclasi concordi con la Linea della Cremosina, sottolineando un possibile controllo strutturale. Campioni di roccia a diverso grado di alterazione sono stati studiati nei loro vari aspetti mineralogici, microstrutturali e chimici al fine di capire i meccanismi che hanno generato questa alterazione. Lo studio mineralogico, petrografico e microtessiturale è avvenuto mediante analisi microscopiche in sezione sottile e, a causa della granulometria estremamente fine dei componenti nelle facies alterate, tramite diffrattometria a raggi X su polveri (XRPD). L’analisi microscopia ha permesso innanzitutto di riconoscere le tessiture caratteristiche dei depositi ignimbritici, caratterizzati da struttura porfirica con fenocristalli di quarzo (con anse di riassorbimento), feldspati e plagioclasi (più o meno sericitizzati), biotite lamellare, glass shards variamente ricristallizzate e xenoliti di varia natura (graniti, metamorfiti del basamento, ecc.), immersi in una massa di fondo da criptocristallina a vetrosa talora contenente sferuliti di devetrificazione. La massa di fondo risulta però spesso completamente ricristallizzata a causa della crescita di diversi tipi di aggregati di minerali di neoformazione che rappresentano il prodotto dell’alterazione di queste rocce. A nicol incrociati si osservano sia strutture a feltro composte da un aggregato di cristalli finissimi senza orientazioni cristallografiche preferenziali, sia strutture raggiate date da aggregati di cristalli con abito aciculare che vanno in estinzione alternativamente, sia strutture “pseudo-pecilitiche” caratterizzate da

Anteprima della Tesi di Gabriele Ferrario

Anteprima della tesi: Caratterizzazione geologica, mineralogica e geochimica di vulcaniti alterate per la formazione di ceramiche vetrificate, Caprile (prov. di Biella), Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Gabriele Ferrario Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1448 click dal 20/09/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.