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Il ruolo dei modelli macroeconomici nelle decisioni della FED: un'analisi della recessione del 90-91

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3di policy (che diviene importante in condizioni di incertezza), e, infine, alla questione relativa ai ritardi nella trasmissione degli impulsi di politica monetaria. Vedremo quali conseguenze derivano dalle scelte dei banchieri centrali, e come questi ultimi possono cercare di massimizzare i risultati, anche in presenza delle imperfezioni citate. Il paragrafo 1.4.6 muove dalla teoria alla pratica, considerando una serie di semplici regole per la politica monetaria, quali la “Taylor Rule”, e una variante forward-looking della medesima, considerata da Clarida, Galì e Gertler (1999). Vedremo quale meccanismo sarà in grado di catturare al meglio i dati empirici sui tassi di policy. L’evidenza suggerisce che la politica monetaria statunitense, nei quindici anni precedenti la presidenza di Paul Volcker, non ha seguito un’impostazione orientata al mantenimento della stabilità dei prezzi. Semplicemente, la gestione del tasso, nel periodo in questione, si è rivelata tendenzialmente accomodante nei confronti dell’inflazione. Sotto Volcker e Greenspan, la politica monetaria ha invece adottato un implicito inflation targeting. Dedico poi il paragrafo 1.4.7 alla questione dell’interest rate smoothing: molti autori hanno suggerito che l’implementazione di un sentiero lisciato per i tassi è giustificata dalla presenza di uno specifico obiettivo di contenimento della volatilità dei tassi medesimi, in aggiunta ai due targets classici di stabilizzazione dell’output e di controllo dell’inflazione; vedremo tuttavia che è possibile individuare spiegazioni alternative circa la presenza dello smoothing, in grado di chiarire, il motivo per il quale, la scelta delle banche centrali di muovere i tassi gradualmente, è giustificabile come politica ottima anche senza l’esplicitazione di un termine nella volatilità dei tassi, all’interno della funzione di perdita. Nel paragrafo conclusivo descrivo sommariamente le conseguenze derivanti dall’utilizzo dei vari indicatori di politica monetaria a disposizione della Fed. L’ultima sezione (1.5) contiene una sommaria presentazione delle funzioni basilari della banca centrale all’esterno: l’obiettivo è evidenziare l’importanza dei rapporti con le istituzioni estere (bancarie e governative), in una realtà caratterizzata da una crescente integrazione delle economie a livello mondiale. 1.1. Struttura del Federal Reserve System Il Federal Reserve System rappresenta la banca centrale degli Stati Uniti. Venne fondato dal Congresso nel 1913, per fornire alla nazione un sistema monetario e finanziario più sicuro, più flessibile e più stabile. Nel corso degli anni, il suo ruolo nel settore bancario e nell’economia è andato espandendosi. Oggi, i suoi compiti possono essere così riassunti:
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Il ruolo dei modelli macroeconomici nelle decisioni della FED: un'analisi della recessione del 90-91

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Stocco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Politica
  Relatore: Riccardo Rovelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 364

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