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Il fattore religioso nella Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo e la condizione delle Chiese in alcune sentenze della Corte di Strasburgo

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10 Belgio e la Francia, invece, proponevano un’Assemblea consultiva indipendente dai Governi, con competenze molto estese. Nella riunione dei Ministri degli Affari Esteri del 28 gennaio 1949 prevalse la soluzione britannico-scandinava e l’Assemblea venne relegata ad un ruolo puramente consultivo, benché indipendente dai Governi. Le ragioni di questo compromesso erano da ritrovare nei timori delle varie cancellerie europee che, allora, ritennero l’unificazione un’avventura troppo azzardata. La cooperazione franco-britannica aveva registrato, a livello europeo, un insuccesso, dal momento che con la nascita del Consiglio d’Europa non si realizzava un’unione né di tipo federale né confederale, bensì un’organizzazione internazionale europea di tipo classico, con lo scopo di favorire una più stretta coordinazione tra gli Stati membri. I dieci Paesi fondatori del Consiglio d’Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Svezia) “hanno saputo realizzare un foro di incontro e di collegamento di una ampiezza senza precedenti” 7 ; hanno saputo incarnare un compromesso politico molto importante, senza il quale non si sarebbe mai arrivati alla sua istituzione. Le differenti impostazioni di questo compromesso si ritrovano nel dettato dello Statuto del Consiglio. La posizione franco-belga è rappresentata dal perseguimento di nobili e generali obiettivi, mentre quella britannico-scandinava è garantita dalla cooperazione internazionale di tipo classico. Nonostante i numerosi emendamenti, la ratio del compromesso politico è rimasta inalterata. Il Consiglio d’Europa non è riuscito a divenire un ente sovranazionale, come è accaduto per le Comunità europee. L’accordo multilaterale che istituisce il Consiglio d’Europa, è racchiuso in un Preambolo e 42 articoli, riuniti in dieci capitoli. Nel Preambolo dello Statuto si affermano i valori sui quali poggia l’Organizzazione. Gli Stati membri vi hanno proclamato: 7 Cfr. ANDREOTTI G., Consiglio d’Europa, foro di incontro e di collegamento, in “Rivista di studi politici internazionali”, LI (1984), 3, p. 411.
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Riggi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Cesare Mirabelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 222

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Parole chiave

condizione giuridica delle chiese
confessioni religiose
convenzione europea dei diritti dell'uomo
corte di strasburgo
divieto di discriminazione
libertà religiosa
proselitismo
riconoscimento

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