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Uso legittimo delle armi

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10 Tale convinzione è stata avvalorata anche dalla mancata menzione tra i requisiti dell’esimente 17 della “proporzionalità” intesa come espressione di un bilanciamento tra interessi contrapposti alla luce della situazione concreta. potere di coercizione dello stato può esercitarsi anche attraverso l’uso delle armi (di qualsiasi specie in dotazione o no al p.u.) e/o di altri mezzi di coazione (sfollagente, candelotti lacrimogeni, forza fisica nelle “cariche” in servizio di O.P.) quando è necessario rimuovere ostacoli che, in forma di violenza o resistenza, vengano frapposti alla pubblica autorità.>> 17 Cfr. DI VICO, Dell’eccesso, cit., 142 ss.; STEIN, Uso legittimo, cit., 707; FIANDACA - MUSCO, Diritto penale, cit., 262. Non è mancato, inoltre, chi, nello stesso ordine di idee, ha messo, in luce una certa relazione tra l’introduzione dell’art.53 c.p. e la mancata riproduzione, nel codice Rocco, della specifica causa di non punibilità prevista dagli artt. 192 e 199 del codice Zanardelli, della <>. A riguardo, cfr PISA, Osservazioni, cit., 149 e VENDITTI, La reazione agli atti arbitrari del pubblico ufficiale, Milano, 1954, 24 ss. e 49 ss. I motivi addotti a ragione della mancata riproduzione nel codice Rocco della causa di non punibilità in oggetto vengono indicati nella Relazione Ministeriale, Lavv. Prep., vol. II, 141, nel senso che il privato, a tutela del proprio diritto eventualmente leso dall’atto arbitrario del pubblico ufficiale, poteva pur sempre fare ricorso alla legittima difesa. Tuttavia, SPIZUOCO, La reazione agli atti arbitrari del pubblico ufficiale, Napoli, 1962; fa presente come l’articolo 52 c.p., in materia ebbe applicazione scarsa e indecisa, ma che tuttavia la giurisprudenza fu sempre sensibile nel temperare la troppo rigorosa applicazione del principio dell’autorità.

Anteprima della Tesi di Andrea Ajello

Anteprima della tesi: Uso legittimo delle armi, Pagina 6

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Ajello Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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