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Nuovi media e partecipazione democratica al processo di costruzione dell'informazione. L'evoluzione della cittadinanza attiva nell'epoca dei media digitali

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16 pressare per avere un controllo sulle decisioni dei sovrani e dei governanti 27 . «La circolazione dei giornali, l’abolizione dell’istituto della censura preventiva e la diffusione dei club, sono gli avvenimenti che consentono la formazione dell’opinione pubblica borghese, quella dei capitani d’industria, dei ricchi commercianti, dei liberi professionisti e degli intellettuali» (Renato Parascandolo 28 ). Pochi, infatti, hanno la possibilità e la capacità di pubblicare articoli o di leggerli. Eppure, grazie alla stampa, si costituisce, in Europa, un focolaio d’irrequietezza culturale: una prima opinione pubblica che predilige l’argomentazione razionale. Un momento importante per il passaggio verso la massificazione dell’opinione è costituito dalla diffusione della radio negli anni Venti del XX secolo. Non perché - come sostengono alcuni - i cittadini potessero per la prima volta esprimere e rendere pubbliche le loro idee, a prescindere dalla loro classe d’appartenenza, e della loro alfabetizzazione. Tecnicamente era possibile, ma la pratica prese rapidamente una strada diversa. La radio, infatti, era stata inizialmente creata per una comunicazione bidirezionale e, basandosi sull’oralità, permetteva in effetti a chiunque di esprimersi dai suoi microfoni. Ma i tempi richiedevano altro al nuovo medium. Per ragioni diverse in America e in Europa si decise di indirizzare la radio verso una forma di comunicazione unidirezionale e di massa (da uno a molti). Negli States si diede largo spazio al carattere commerciale del mezzo, a discapito della sua funzione di servizio comunitario, in Europa le dittature avevano bisogno di un mezzo di propaganda efficace con le masse. Il passo importante apportato dalla radio verso l’opinione di massa venne da questa esigenza: i proclami dei governanti potevano ormai scavalcare la sfera circoscritta e critica dell’opinione pubblica tradizionale per arrivare direttamente nella dimensione privata di una massa di persone.La televisione, in particolare quella commerciale, consoliderà questa metamorfosi della figura del cittadino nella categoria di “gente” (Parascandolo 29 ). Secondo studiosi meno lungimiranti, la radio e la televisione si sarebbero limitate ad allargare la cerchia dell’opinione pubblica. 27 J. Habermas, Storia e critica dell’opinione pubblica, op. cit., pp. 41-54. 28 R. Parascandolo, Opinione pubblica e opinione di massa, articolo presente su www.filosofia.it, 2004 . 29 Ibidem.
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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Misuraca
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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