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L'utilizzo dei fear appeals nelle pubblicità di prevenzione dell'AIDS

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2) Il pericolo viene descritto in modo tale da essere sufficientemente serio da giustificare l’attenzione e la tensione del destinatario […]. 3) Viene fornita la soluzione come mezzo indispensabile per la riduzione della paura, soluzione che viene spesso seguita da rassicurazioni in modo tale da sottolineare che seguendo le raccomandazioni fornite dal messaggio non si corre alcun rischio” (p. 41). 4) 1.2 Efficacia dei fear appeals L’utilizzo del fear appeal non è universalmente accettato, esiste infatti una corrente di pensiero critica nei confronti di questa strategia comunicativa, che molti studiosi giudicano non eticamente corretta e spesso causa di effetti negativi inaspettati sui consumatori. Gran parte della critica, viene riportato nello studio di LaTour, Snipes e Bliss (1996), ritiene, ad esempio, che se un fruitore giudica un messaggio non eticamente corretto ciò potrebbe avere come conseguenza una serie di interpretazioni indesiderate da parte del fruitore, non solo verso il messaggio pubblicitario, ma anche nei confronti della marca e sul comportamento d’acquisto. Altri autori come Dahl, Frankenberger e Manchanda (2003), ribadiscono che il contenuto della pubblicità scioccante è quello di volere sorprendere il proprio audience mostrando deliberatamente la violazione di norme sociali, valori ed idee personali; questo tipo di pubblicità potrebbe quindi risultare offensiva per i destinatari, che la valutano secondo le proprie aspettative e le regole sociali della cultura di appartenenza. Un’ulteriore accusa che viene spesso fatta nei confronti dei fear appeals, è determinata dal fatto che il loro utilizzo possa apparire come una mancanza di responsabilità sociale da parte dei professionisti pubblicitari, incolpati di farne un uso inappropriato. In alcuni casi la valutazione etica dei fear appeals è stata sostituita da una critica sul funzionamento e sulla reale efficacia di questa particolare forma di linguaggio. È stato ad esempio provato che tali messaggi possono alienare i soggetti coinvolti, portandoli ad un rifiuto della natura rischiosa del loro comportamento. Può accadere inoltre che, affermano Duck, Terry e Hogg (1995), di fronte a un messaggio intimidatorio, l’individuo ritenga se stesso più forte, quindi meno suscettibile oppure che non si senta coinvolto dalla minaccia rappresentata, rifiutandola del tutto. 11

Anteprima della Tesi di Roberta Valera

Anteprima della tesi: L'utilizzo dei fear appeals nelle pubblicità di prevenzione dell'AIDS, Pagina 7

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberta Valera Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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