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I diversi significati del consumo di droghe. Una ricerca condotta sui giovani di Gambettola

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8 1. Le principali tappe nella diffusione delle droghe illecite: alcuni cenni storici Le prime notizie sull’uso di una droga risalgono a circa 5000 anni a.C. e riguardano l’uso dell’oppio presso i Sumeri, mentre in Europa si trova documentato quest’uso in Svizzera circa 2500 anni a.C. Ciò che caratterizza l’uso dell’oppio in quei secoli sembra essere fondamentalmente un contesto rituale, dove probabilmente la droga veniva usata come mezzo per raggiungere stati alterati di coscienza, ritenuti necessari per vivere l’esperienza del sacro, il rapporto con la divinità. Anche Omero, nel IX sec. a.C., attesta l’uso rituale dell’oppio fra i guerrieri. A partire dal I sec. d.C. sappiamo con certezza che l’oppio entra nella medicina, e più particolarmente in un celebre preparato chiamato “teriaca”, che sarà in uso, con nomi diversi, sino alla fine del 1700. Le prime avvisaglie dell’oppio quale fonte di problemi si hanno in Cina nel 1729; tuttavia, forti interessi commerciali, sia locali che, successivamente (1839-1856), da parte di potenze coloniali come Francia e Inghilterra, ne protessero anche militarmente la produzione e il commercio. Intanto, nel 1805, veniva isolata in laboratorio la morfina e, nel 1874, l’eroina. Nel 1906 la Cina proibì ufficialmente la produzione del papavero da oppio, ma il problema fu recepito dalla comunità internazionale soltanto nel 1912, con un primo timido tentativo di regolamentazione internazionale, tendente a limitare a esclusivo uso terapeutico in medicina la produzione e il commercio dell’oppio. E, mentre in Cina si continuava a combattere contro la produzione di oppio, fu scoperto il metadone (1941). Una nuova droga viene introdotta quasi sempre per motivi commerciali e in una cultura già in crisi. In queste condizioni la novità, la componente esotica funziona solo da esca: accentua la curiosità, rende più frenetico e impreparato l’inizio del consumo. Rapidamente la componente archetipica viene rimossa, e si cade in una dipendenza ripetitiva, senza protezioni sacrali (Zoja, 1985). Negli anni ‘50 l’uso di droghe illecite si presenta in Italia come un fenomeno ancora contenuto che riguarda gruppi ristretti di adulti (per lo più intellettuali, ricchi borghesi, signore di mezza età o soggetti divenuti dipendenti in seguito a particolari trattamenti terapeutici) e che non richiede interventi mirati e di largo respiro. Esso non costituisce dunque in questa fase un problema sociale, non è identificato come causa scatenante di drammi individuali e collettivi ma è
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Informazioni tesi

  Autore: Natascia Falzaresi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Francesca Emiliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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