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I sistemi di controllo di gestione nelle amministrazioni centrali

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XII Il sistema di controllo di gestione supporta il ciclo di pianificazione e controllo direzionale. I SISTEMI DI CONTABILITÀ - Le Pubbliche Amministrazioni tradizionalmente, e per espresso vincolo normativo, adottano un sistema di contabilità finanziaria che registra unicamente le entrate e le uscite di cassa. La riforma del bilancio dello Stato attuata dalla L. 94/97 e dal D.Lgs. n. 279/97, però, pone il sistema unico di contabilità analitica per centri di costo a supporto del processo di formazione del bilancio di previsione, delle decisioni di finanza pubblica e da ultimo, ma non meno importante, del controllo di gestione. Successivamente, tramite l’analisi della letteratura, sia quella focalizzata sulle Pubbliche Amministrazioni che quella di tipo aziendalistico, si sono identificate le caratteristiche del modello di controllo di gestione di un’organizzazione; queste sono poi state rielaborate isolando gli aspetti ritenuti principali per il modello di controllo dei Ministeri italiani e ricavando quindi le dimensioni di analisi che costituiranno un riferimento metodologico teorico per effettuare l’analisi empirica. L’elemento centrale del modello di controllo è costituito dall’architettura del sistema; essa è costituita da due componenti sovrapposte. La prima, il modello dei centri di costo, identifica l’architettura verticale e la profondità del sistema, cioè la vista per responsabilità, che riflette la struttura gerarchica dell’organizzazione. La seconda, il modello delle attività/processi e dei progetti, riflette invece l’architettura orizzontale del sistema. Questi due modelli costituiscono le due viste logiche differenti e complementari con cui si può “guardare” un’organizzazione con l’ottica del controllo di gestione. Affianco a questi, vi sono poi i due modelli che definiscono invece la struttura delle informazioni, economiche e non, che andranno a “riempire” l’architettura del sistema. In particolare, il modello dei costi si riferisce alle informazioni di natura economica e definisce la struttura del piano dei conti e le modalità di rilevazione, allocazione e valorizzazione dei costi. Il modello degli indicatori definisce invece, per ogni “oggetto di controllo”, cosa interessa rilevare per poter effettuare una efficace gestione per obiettivi della struttura e la frequenza di rilevazione necessaria. Il reporting, infine, si può intendere come il “prodotto” del sistema di controllo di gestione in quanto raccoglie le informazioni di costo e gli indicatori in base alle due viste logiche architetturali del sistema e rende materialmente disponibile ai decisori un quadro informativo degli andamenti gestionali che si è deciso di rilevare con la progettazione dei modelli appena citati; caratteristiche del reporting sono la periodicità, i contenuti, la chiarezza e l’integrazione. Step 4 - Analisi empirica e definizione dello stato dell’arte dei sistemi di controllo di gestione nei Ministeri italiani Per definire lo stato dell’arte dei sistemi di controllo di gestione nei Ministeri italiani si è condotta un’analisi empirica estensiva in due fasi: una prima fase di analisi documentale ed una successiva fase di survey telefonica che completasse e validasse le informazioni apprese nella prima fase. Oltre agli aspetti individuati nello step precedente (modello di controllo), si sono approfondite le caratteristiche del contesto in cui si sta introducendo il sistema di controllo di gestione (organizzazione e struttura), selezionate in quanto risultano le principali dimensioni in base alle
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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Guido Albrici
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2004-05
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Ingegneria
  Relatore: Giovanni Azzone
Coautore: Roberto Casagrande
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 262

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