Marketing esperienziale e punto vendita nell'abbigliamento: aspetti concettuali ed applicativi

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7 Ritornando alle cause dell’attuale situazione cui in precedenza si accennava, esse possono essere così sintetizzate [Zaghi, 2003] 1 : ξ la forma d’impresa e la cultura imprenditoriale tipica delle aziende di distribuzione indipendenti; ξ le strategie industriali di differenziazione produttiva; ξ le politiche verticali dei produttori di marca. Per ciò che concerne la forma d’impresa e la cultura imprenditoriale, occorre rilevare la peculiarità dell’assetto distributivo italiano, caratterizzato ancora da una forte presenza del dettaglio indipendente. I punti vendita sono generalmente a conduzione familiare e contano su due addetti che gestiscono una superficie pari a 180 mq per un fatturato medio annuo che, secondo dati Sita Nielsen, al 1999 era di circa 300000 euro. Questi operatori interpretano l’attività commerciale secondo un approccio lontano dai canoni manageriali; i risultati di vendita, i tassi di rotazione degli articoli, l’età del fatturato e la considerazione di altri indici rilevanti sono lungi dall’essere considerati al fine di progettare compiutamente l’assortimento e migliorare l’efficienza della gestione. Inoltre, l’attività commerciale è considerata sostituta rispetto ad una qualsiasi forma di lavoro dipendente e quindi dalla sua efficacia viene a dipendere il sostentamento della famiglia, più che la creazione di risorse per la crescita dell’impresa. Da questa considerazione trova motivazione la resistenza sul mercato di imprese molto arretrate in termini di approccio all’efficacia e all’efficienza, in un periodo in cui le condizioni economiche sono in progressivo peggioramento. Questi piccoli imprenditori sono avversi a processi di crescita dell’impresa, sia in termini meramente quantitativi che qualitativi. Riguardo i primi, essi risultano restii ad intraprendere azioni volte ad allargare la compagine sociale, nella convinzione che una siffatta scelta comporti, da un lato, l’accettazione di un grado di rischio superiore rispetto a quello che si corre con l’autofinanziamento o il prestito bancario e, dall’altro, la riduzione più o meno forte ma comunque rilevante di autonomia decisionale. 1 ZAGHI, K. [2003], “La distribuzione nel sistema moda italiano: verso nuovi modelli di business”, in «Economia & Management», n.5.

Anteprima della Tesi di Alessandro Battaglia

Anteprima della tesi: Marketing esperienziale e punto vendita nell'abbigliamento: aspetti concettuali ed applicativi, Pagina 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Battaglia Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

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