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Le problematiche giuridiche del transhipment

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Tale lettura è peraltro imposta dall’esigenza di coordinare il comma secondo con il primo dell’art. 429: l’interruzione o il ritardo eccessivo nella prosecuzione del viaggio, cui si riferisce il secondo comma, sono esclusivamente quelli che dipendono dalla necessità di fare riparazioni per forza maggiore. Invece l’ulteriore causa di forza maggiore cui si riferisce sempre il secondo comma del medesimo articolo, darà il diritto a percepire il nolo pro rata itineris solo se concorrente o successiva all’intervenuta necessità di fare riparazioni ai sensi del primo comma 14 . Ad esempio, quando la nave venga requisita nel porto ove aveva fatto scalo per le riparazioni, con conseguente impedimento alla prosecuzione del trasporto. Nell’ipotesi in cui, dunque, il vettore si veda impedito da causa di forza maggiore alla prosecuzione del trasporto di cose, senza che ricorra l’innavigabilità della nave, dovrà applicarsi la disciplina di cui all’art. 1686 cod. civ. . Il presupposto dell’art. 429, comma secondo, consiste nell’impossibilità sopravvenuta ed incolpevole, derivante da forza maggiore, di completare l’esecuzione del trasporto con la nave con cui lo si era iniziato. La rilevanza di questa norma nell’ambito della disciplina del trasporto è espressa dalla considerazione che essa, come detto, si riferisce al trasporto in generale. Pertanto, nella fattispecie di trasporto di carico, sia totale che parziale, dove la nave non è sostituibile, la mancanza della norma in questione, in caso di innavigabilità della nave, determinerebbe senza dubbio un’impossibilità assoluta di portare a termine l’esecuzione dell’obbligazione di trasporto e, quindi, il vettore ne sarebbe liberato. Alla medesima conclusione si deve pervenire anche nell’ipotesi dell’impedimento a proseguire il viaggio a destino nel trasporto di cose determinate in assenza della norma considerata, se si accoglie la tesi di chi limita l’operatività dell’art. 451 cod. nav. all’inizio della fase esecutiva del trasporto, con esclusione quindi del trasbordo in itinere. Dunque l’art. 429, comma 2 cod. nav., in deroga alla disciplina dettata dal codice civile, esclude che l’impossibilità di proseguire il trasporto con la nave con cui lo si era iniziato sia di per sé, almeno nel trasporto di carico, causa di risoluzione del contratto, ai sensi dell’ art. 1464 cod. civ., con conseguente liberazione del vettore, debitore della prestazione divenuta parzialmente impossibile successivamente all’inizio della sua esecuzione, determinando la sostituzione dell’obbligazione di trasporto, per il tratto rimasto ineseguito, con quella di spedizione e dando così luogo ad un modo di estinzione dell’obbligazione di trasporto diverso dall’esecuzione. Ora, la prestazione di spedizione del vettore prevista dall’art. 429, non è accessoria del contratto di trasporto, come lo è, ad esempio, la prestazione di custodia delle merci anteriormente alla caricazione delle medesime nel trasporto di cose determinate in cui la causa del deposito in questione non è la custodia ma il trasporto 15 . Invece, la causa dell’attività svolta dal vettore per procurare l’inoltro a destinazione successivamente al verificarsi di un evento impeditivo ex art. 429, comma 2, cod. nav., è proprio quella della spedizione e non quella di trasporto: non c’è concorrenza della prestazione di spedizione e di quella di trasporto, e nemmeno si può dire che ci sia un assorbimento causale della prima nella seconda. Inoltre, se il rapporto di spedizione fosse una semplice prestazione accessoria del trasporto, non sarebbe possibile comprendere la ragione delle conseguenze sul corrispettivo pattuito all’origine, quali fissate dall’art. 429. Si può, pertanto, convincentemente concordare con chi sostiene che l’inoltro a destinazione ha per il vettore natura di obbligazione 16 e non costituisca, al contrario, un onere contrariamente a quanto ritiene l’opinione prevalente 17 . 14 COMENALE PINTO, cit., 246. 15 DE VITA, Contributo alla teoria del trasporto marittimo di cose determinate, Milano, 1964, 213. 16 FERRARINI-RIGHETTI, Appunti di diritto della navigazione – Parte speciale – I, 1 – I contratti di utilizzazione della nave, Torino, 1986, 75; COMENALE PINTO, cit., 263.
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Le problematiche giuridiche del transhipment

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Lallai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Deiana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

FAQ

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Parole chiave

container
multimodale
pluralità vettori
polizza di carico
responsabilità del vettore
spedizione
subtrasporto
trasbordo
trasporto
trasporto cumulativo
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