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La sottrazione internazionale di minori nei suoi recenti sviluppi giurisprudenziali

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11 del tutto prevedibili, stante l’attualità del fenomeno, o ad arginare momenti critici per la sicurezza pubblica, può trarre ispirazione dalle ormai numerose convenzioni internazionali poste a salvaguardia della famiglia e principalmente della prole, per elaborare un criterio del Paese sicuro che preveda, tra l’altro, la condizione di reciprocità nel trattamento dei minori. Non si può fondatamente sperare che la regolamentazione di un fenomeno di portata talmente vasta da interessare centinaia di milioni di persone, possa prescindere dalla considerazione della questione minorile. Eppure, a quanto risulta, nessuno dei trattati dell’Unione, né le legislazioni nazionali degli Stati aderenti all’UE prevedono che l’ingresso e, soprattutto, il soggiorno stabile del cittadino non appartenente all’Unione siano condizionati alla avvenuta ratifica, da parte dei Paesi cui gli immigrati appartengono, dei principali accordi internazionali a tutela della minore età. Nell’ambito della generale tendenza al coordinamento della politica sull’immigrazione e di quella a tutela dell’infanzia - testimoniata, quanto a quest’ ultima, dalla convenzione O.N.U. sui diritti del fanciullo - lo Stato ha il dovere di attuare i trattati già ratificati, di accelerare il processo di ratifica di quelli sottoposti alla sua firma, di rendersi promotore dell’attuazione e ratifica delle medesime convenzioni da parte dei Paesi da cui provengono gli immigrati. Ciò, oltre a rispondere a precisi obblighi già assunti in sede internazionale, contribuirà a facilitare il processo di integrazione dello straniero, che sarà meno estraneo alla collettività in cui è inserito, se si avrà la consapevolezza e la garanzia del corrispondente rispetto, anche nel Paese cui egli appartiene, dei diritti dei figli nati dalla sua unione con un cittadino dello Stato ospite. Non da ultimo, si deve osservare che la politica di promozione della adesione ai trattati internazionali rientra certamente nella sfera di interesse degli Stati che già li hanno ratificati, essendo pacifico che maggiore è il numero di Paesi aderenti, e proporzionalmente minore è il rischio di incomprensioni tra Stati. Appare sufficientemente motivata la necessità di responsabilizzare quanti si accingono ad unirsi, o si sono uniti stabilmente con cittadini stranieri.

Anteprima della Tesi di Silvia Giambelli

Anteprima della tesi: La sottrazione internazionale di minori nei suoi recenti sviluppi giurisprudenziali, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Silvia Giambelli Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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